E’ morto pochi giorni dopo aver compiuto il suo sessantanovesimo compleanno, che ha voluto festeggiare con l’uscita di un nuovo album, ‘Blackstar’David Bowie non è riuscito a sconfiggere il cancro contro cui combatteva da 18 mesi. Il “Duca bianco“, camaleonte e avanguardia del rock, “se ne è andato serenamente circondato dalla sua famiglia”.

January 10 2016 – David Bowie died peacefully today surrounded by his family after a courageous 18 month battle with…

Posted by David Bowie on Domenica 10 gennaio 2016

La notizia è stata riportata sul profilo Facebook e Twitter dell’artista. “Mentre molti di noi condivideranno questa perdita – scrive il figlio Duncan – vi chiediamo di rispettare la privacy della famiglia in questo momento di dolore”. Dopo l’annuncio della morte, tutto il mondo della musica ha espresso il proprio cordoglio. Anche il premier inglese David Cameron ha voluto celebrare Bowie: “Sono cresciuto ascoltando e guardando il genio pop di David Bowie. E’ stato un maestro della re-invenzione. Una perdita enorme”, ha scritto su Twitter. L’artista è stato ricordato anche dal giornale del Vaticano, Osservatore romano: “Cinque decenni di musica rock attraversati con un rigore artistico che può sembrare in contraddizione con l’immagine ambigua utilizzata, soprattutto a inizio carriera, per attirare l’attenzione dei media”.

Da Ziggy Stardust al Duca Bianco: cinquant’anni di sperimentazione e trasgressione
Protagonista per oltre 50 anni della scena musicale internazionale, come cantautore, polistrumentista, attore e compositore britannico, David Robert Jones (questo il vero nome di Bowie) era nato a Londra, nel popolare quartiere di Brixton, l’8 gennaio del 1947 da una famiglia umile (guarda). Era salito sul palco dalla metà degli anni sessanta e non ne era mai più sceso. Bowie ha attraversato cinque decenni di musica rock, reinventando nel tempo il suo stile e la sua immagine e creando diversi alter ego come Ziggy Stardust, Halloween Jack, Nathan Adler e The Thin White Duke (che in Italia è diventato più semplicemente il “Duca Bianco”). Dal folk acustico all’elettronica, passando attraverso il glam rock, il punk, il soul e il krautrock, David Bowie ha lasciato tracce che hanno influenzato tantissimi artisti. Fecero scalpore alcune sue provocazioni. Negli anni ’70 dichiarò di essere omossessuale e che “Hitler è stato la prima grande rockstar e il nazionalsocialismo una splendida iniezione di morale”.

Il marziano che ha rivoluzionato il rock
Artista prolifico come pochi, con uscite discografiche al ritmo di un disco all’anno, Bowie non si è mai adagiato sul successo raggiunto già a metà degli anni ’60, continuando a sperimentare fino all’album ‘Blackstar’ uscito pochi giorni fa. Ha attraversato e inventato generi anche molto diversi tra loro: dal beat al R& B bianco, dal glam rock all’electro pop intellettuale, fino al rock decadente. Di cui è stato il massimo esponente insime a Lou Reed (guarda). Nel corso della sua carriera ha collaborato con i più grandi: da Mick Jagger (guarda) a Freddie Mercury (guarda), fino a Tina Turner e Iggy Pop. “L’amicizia con David è stata la luce della mia vita. Non ho mai incontrato una persona eccezionale come lui. Era il migliore”, ha detto l’ex frontman degli Stooges, che dopo aver conosciuto Bowie a New York nel ’71 si traferì insieme a lui a Berlino ovest per cercare di superare le rispettive dipendenze (Pop dall’eroina, Bowie dalla cocaina). E qui il Duca Bianco ha aiutato l’Iguana nella composizione e produzione dell’album di debutto da solista ‘The Idiot’ e nel successivo ‘Lust for Life’. Insieme i due hanno scritto brani come ‘China Girl’, ‘Tonight’, e ‘Sister Midnight’.

Cinema, pittura e letteratura: le mille sfaccettature artistiche di Bowie
Come attore, dopo alcune piccole apparizioni, arrivò al successo nel 1976 come protagonista del film di fantascienza ‘L’uomo che cadde sulla Terra’ di Nicolas Roeg. Tra le sue interpretazioni più note si ricordano Furyo in ‘Merry Christmas Mr. Lawrence’ di Nagisa Oshima del 1983, ‘Absolute Beginners’ e ‘Labyrinth’ del 1986, fino a ‘Basquiat’ di Julian Schnabel del 1996, nel quale ha interpretato il ruolo di Andy Warhol. Ma Bowie è stato un artista completo. Oltre alla musica e al cinema, amava la pittura, a cui si è dedicato per tutta la vita, e la letteratura, di cui era un profondo conoscitore. 
Si era sposato nel 1992 con la top model somala Iman Mohamed Abdulmajid. Aveva avuto due figli: Duncan Zowie Haywood (nato nel 1971 dal precedente matrimonio con Mary Angela Barnett) e Alexandria Zahra (nata nel 2000), ma considerata sua terza figlia anche Zulekha, nata dal precedente matrimonio di Iman. Nel 2008 è stato inserito al 23º posto nella lista dei 100 migliori cantanti secondo Rolling Stone, e tra i suoi brani indimenticabili ci sono ‘Life on Mars?’, ‘Space Oddity’, ‘Starman’ ed ‘Heroes’.

La resurrezione nell’ultimo album
Qualche settimana fa aveva annunciato il ritiro ‘definitivo e irrevocabile’ dalla scena live che non lo vedeva protagonista dal 2006. Mentre l’8 gennaio era uscito un nuovo album di inediti, ‘Blackstar‘. Un disco composto da sette tracce segnate da una forte contaminazione jazz, accolto bene dalla critica e balzato nelle prime posizioni delle classifiche di mezzo mondo. Per Bowie si è trattato del 25esimo lavoro in studio, uscito a tre anni dall’ultimo disco ‘The Next Day’, pubblicato nel marzo 2013. L’ultimo singolo che ha anticipato il disco è ‘Lazarus’. Nel video della canzone il Duca Bianco appare come l’amico di Gesù che risorge, avvolto dalle bende.