Alle soglie del nuovo calendario gregoriano vi sarà il terzo concorso nazionale per l’accesso alle scuole di specializzazione in Medicina e Chirurgia (SSM 2016); si terrà nel mese di luglio, se verrà rispettata la cadenza annuale. Non è dato sapere quali novità ci riserverà il nuovo bando concorsuale, se verranno ascoltate le voci dei medici concorrenti che, per ben due anni, hanno rivendicato dignità, rispetto e considerazione da parte delle autorità istituzionali, sorde e non consapevoli del danno che hanno arrecato alle migliaia di medici, abilitati alla professione e costretti alla precarietà.

Chissà se i preziosi sforzi e sacrifici del “Coordinamento Mondo Medico”, realtà associativa apartitica, nata per colmare un vuoto di rappresentanza della compagine giovane della professione medica ed immediatamente impegnata nel richiedere una riforma del percorso formativo, avranno sortito un effetto boomerang tale da convincere il Miur ad ascoltare e a considerare le soluzioni utili ad assicurare il completamento della formazione specialistica per tutti i medici attraverso un sistema “a cilindro” che il Coordinamento Mondo Medico ha proposto (“Agenparl 2 marzo 2015”, Quotidiano Sanità, 28 marzo 2015).

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Alla vigilia del terzo concorso vogliamo donarvi una cronistoria dei primi due.

Tra il 28 e il 31 ottobre 2014 si sono svolte le prove del primo concorso nazionale per l’accesso alle scuole di specializzazione in Medicina e Chirurgia; dal 28 al 31 luglio 2015, si sono invece svolte le prove del secondo concorso nazionale, il cui bando è stato copia del primo. Reso noto, quest’ultimo, un giorno oltre l’ultima data utile per la sua pubblicazione, nessuna bibliografia, centinaia di sedi e decine di centinaia di aule, giusto per fare della tanto attesa “meritocrazia” un concetto futuristico.

Venerdì 31 ottobre 2014 il consorzio Cineca (indicato, nel decreto ministeriale, per il supporto tecnico informatico connesso alle procedure di selezione) ha dichiarato al Miur che si era verificata «un’inversione dei quesiti delle prove del 29 ottobre con quelli del 31 ottobre 2014. L’inversione ha riguardato esclusivamente le 30 domande comuni a ciascuna delle due Aree, Medica e dei Servizi Clinici.

Il Miur aveva inizialmente stabilito di annullare e far ripetere, ai medici concorrenti, le prove inficiate dall’errore del Cineca. Il successivo 3 novembre il ministro Stefania Giannini dichiarava che “le prove per l’accesso alle Scuole di specializzazione in Medicina del 29 e 31 ottobre 2014 non dovranno essere ripetute. Abbiamo trovato una soluzione che ci consente di salvare i test”. La Commissione nazionale, successivamente incaricata di validare le domande del quiz, ha vagliato l’ipotesi di annullare solo due delle trenta domande ritenute errate. A seguito di un confronto avuto con l’Avvocatura dello Stato e del verbale della Commissione si è deciso di procedere, dunque, con il ricalcolo del punteggio dei candidati neutralizzando le due domande per Area che sono state considerate non pertinenti dal gruppo di esperti”.

Il consorzio Cineca assunse la “piena responsabilità per l’errore commesso” e il presidente, Emilio Ferrari, riconoscendo l’errore “umano” annunciò di volersi dimettere; ad oggi, però, è ancora Presidente in carica.

Accanto a questo calderone, molteplici altre irregolarità hanno definito i contorni di questa triste vicenda, da sedi non tutte idonee ad ospitare le selezioni, controlli poco severi da parte delle commissioni, ingiustificabile vicinanza tra i candidati durante lo svolgimento delle prove e personal computer in molti casi collegati ad internet. A ciò si aggiungono i molteplici black out energetici che hanno portato alla non simultaneità delle prove in alcune sedi; difatti, ove si sono verificati guasti elettronici, alcune prove sono state ripetute in orari successivi con possibilità da parte dei candidati di poter conoscere i quesiti ormai noti a tutti (in alcune sedi vi è anche la verbalizzazione da parte dei commissari di esame di tale circostanza).

Il 5 novembre 2014 i medici concorrenti da tutta Italia si sono riuniti davanti al Miur per chiedere garanzie sul loro futuro e il Ministero ha ricevuto solo alcune delle sigle sindacali interessate all’accaduto e che tutelano i soggetti che sono già dentro alle scuole di specializzazione, rilevando ancora una volta una non imparzialità che non si addice ai princìpi costituzionali del buon andamento della Pubblica Amministrazione previsti dall’art. 97 Cost.

Auspichiamo dunque che il terzo bando concorsuale venga rivisitato affinché sia la meritocrazia a trionfare e non, ancora una volta, l’inefficienza degli organi istituzionali che osteggia un regolare svolgimento della prova concorsuale.

continua…