Provo sinceramente molta indignazione nel vedere che giorno dopo giorno aumenta sempre più il divario tra il ricco e il povero, quando basterebbe semplicemente che chi svolge un ruolo politico capisse il valore del ruolo che ricopre, che non è quello per esempio di trovare il modo di “guadagnarsi” gli appalti in modo più “vantaggioso” rispetto ad altri, ma bisogna che si rendano conto che chi fa politica deve mettersi al servizio del popolo e non del potere. Quel che conta è che la funzione del lavoro da fare “da appaltare” sia soddisfatta e funzioni.

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Credo che perché l’Italia si possa rialzare con dignità sia dal punto di vista economico che sociale non serva a niente fondare la politica di un Paese proponendo “la strategia dei bonus”, ma serve un impianto politico strutturale ben radicato che faccia sì che “il ricco dia al povero”, soprattutto che i nostri parlamentari rinuncino ai propri privilegi e vitalizi e si istituiscano dei provvedimenti legislativi supportati ovviamente dalle dovute coperture economiche a sostegno delle persone in difficoltà.

Solo così secondo me l’Italia potrà rinascere e ripartire altrimenti rimarranno solo semplici slogan ottimi per i politici da utilizzare in campagna elettorale.

Invito tutti i cittadini a non arrendersi mai anche se mi rendo conto che il momento è molto difficile.

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