“L’eliminazione della malaria e della tubercolosi, la cura delle cosiddette malattie ‘orfane’ e i settori trascurati della medicina tropicale richiedono un’attenzione politica prioritaria, al di sopra di qualsiasi altro interesse commerciale o politico”. È l’appello che Papa Francesco ha rivolto dal quartier generale dell’Onu in Africa in un continente in cui è altissima la diffusione dell’Aids. Bergoglio, nel suo secondo giorno in Kenya, ha chiesto di “garantire un minimo di cura e di accesso alle cure essenziali per tutti”. Per il Papa, infatti, “l’interdipendenza e l’integrazione delle economie non devono comportare il minimo danno ai sistemi sanitari e di protezione sociale esistenti; al contrario, devono favorire la loro creazione e il funzionamento”.

All’ufficio delle Nazioni Unite di Nairobi Bergoglio ha denunciato che “sono molti i volti, le storie, le conseguenze evidenti in migliaia di persone che la cultura del degrado e dello scarto ha portato a sacrificare agli idoli del profitto e del consumo. Dobbiamo stare attenti a un triste segno della globalizzazione dell’indifferenza, che ci fa lentamente ‘abituare’ alla sofferenza dell’altro, quasi fosse normale, o peggio ancora, a rassegnarci alle forme estreme e scandalose di ‘scarto’ e di esclusione sociale, come sono le nuove forme di schiavitù, il traffico delle persone, il lavoro forzato, la prostituzione, il traffico di organi. È tragico l’aumento dei migranti che fuggono la miseria aggravata dal degrado ambientale, i quali non sono riconosciuti come rifugiati nelle convenzioni internazionali e portano il peso della propria vita abbandonata senza alcuna tutela normativa. Sono molte vite, molte storie, molti sogni che naufragano nel nostro presente. Non possiamo rimanere indifferenti – ha scandito Francesco – davanti a questo. Non ne abbiamo il diritto”.

Dal Papa, che ai temi dell’ambiente ha dedicato la sua enciclica sociale, Laudato si’, un appello al Vertice sul clima che si aprirà a Parigi: “Sarebbe triste e, oserei dire, perfino catastrofico che gli interessi privati prevalessero sul bene comune e arrivassero a manipolare le informazioni per proteggere i loro progetti”. Bergoglio spera che “la COP21 porti a concludere un accordo globale e ‘trasformatore’, basato sui principi di solidarietà, giustizia, equità e partecipazione, e orienti al raggiungimento di tre obiettivi, complessi e al tempo stesso interdipendenti: la riduzione dell’impatto dei cambiamenti climatici, la lotta contro la povertà e il rispetto della dignità umana”.

Francesco, che ha messo in guardia dal “narcotraffico e dal consumo crescente di droghe fra i più giovani”, ha puntato il dito anche contro i “traffici illeciti” denunciando che “il commercio illegale di diamanti e pietre preziose, di metalli rari o di alto valore strategico, di legname e materiale biologico, e di prodotti di origine animale, come il caso del traffico di avorio e il conseguente sterminio di elefanti, alimenta l’instabilità politica, la criminalità organizzata e il terrorismo. Anche questa situazione – per il Papa – è un grido degli uomini e della terra che dev’essere ascoltato da parte della comunità internazionale”. In vista della decima Conferenza ministeriale dell’organizzazione mondiale del commercio, che si terrà proprio a Nairobi, Bergoglio ha sottolineato che “sembra che non si sia ancora raggiunto un sistema commerciale internazionale equo e completamente al servizio della lotta contro la povertà e l’esclusione”. Da qui “l’auspicio che le decisioni della prossima Conferenza di Nairobi non siano un mero equilibrio di interessi contrapposti, ma un vero servizio alla cura della casa comune e allo sviluppo integrale delle persone, soprattutto dei più abbandonati”.

Twitter: @FrancescoGrana