Se è un sogno non svegliatelo. Claudio Ranieri guarda tutti dall’alto in basso in Premier League. Il suo Leicester dopo 13 giornate è primo davanti al Manchester United, al City, all’Arsenal e al Tottenham, oltre ad avere il miglior attacco. Un nano tra i giganti: nel mercato estivo ha speso 30 milioni di euro, non pochi ma meno di quanto le altre hanno usato per un solo giocatore. L’allenatore italiano vola basso, sostiene che il primo obiettivo sono i 40 punti per la salvezza, ma intanto si gode il momento. Anche perché da qui a Capodanno avrà un calendario molto impegnativo, a partire dal prossimo weekend quando ospiterà il Manchester United, seconda a un punto.

Lo United, quello di Wayne Rooney, uno che ha esordito in Premier a 16 anni e ha giocato oltre 100 partite con la nazionale inglese. Uno per cui vincere è la normalità, in bacheca ha 5 premier e un Champions. Claudio Ranieri risponderà con Jamie Vardy. Un giocatore normale, la sua unica abitudine fino a pochi anni fa era la vita da operaio: lavorava in una fabbrica di sostegni ortopedici e giocava con lo Stocksbridge nel campionato dilettanti. Il Leicester gli ha dato l’occasione di abbandonare la working class e vivere giocando a pallone. Ha risposto a suon di gol: con 13 reti attualmente è primo in classifica marcatori e ha segnato nelle ultime 10 partite. Nella storia del calcio inglese primo lui ci è riuscito solo Ruud van Nistelrooy, altra leggenda dello United.

Claudio Ranieri si affiderà ancora al suo bomber sbocciato tardi. L’allenatore italiano in carriera ha vinto solo campionati minori: la C-1 con il Cagliari, la B con la Fiorentina e la Ligue 2 (serie B francese) con il Monaco. E le coppe: con la stessa Fiorentina la coppa Italia e la supercoppa italiana; e con il Valencia una coppa del Re e una supercoppa europa. Un campionato della massima serie, invece, non l’ha mai vinto. Difficilmente lo farà quest’anno, mancano troppe partite e ci sono squadre molto più attrezzate. Ma per adesso continua a vivere il suo sogno. E anche se non lo ammetterà mai, in cuor suo gli basta salvarsi e arrivare anche un solo punto davanti al Chelsea di José Mourinho. Colui che nel 2010 gli ha impedito di vincere il campionato con la sua Roma e che nel 2008 lo accusò di averci messo cinque anni in Inghilterra per imparare a dire Good Morning. Oggi è Mourinho ad essere sprofondato in basso: ha 14 punti, esattamente la metà del Leicester di Ranieri.