UnipolSai fa concorrenza allo Stato italiano nelle fornitura di assistenza sanitaria ai pellegrini che arriveranno a Roma per il Giubileo della Misericordia che si apre l’8 dicembre. Il gruppo assicurativo delle coop, stando a quanto annunciato dal numero uno Carlo Cimbri dalle pagine de Il Sole 24 Ore, sarà infatti “main supporter” dell’evento in virtù di un accordo con il Pontificio consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, presieduto da Rino Fisichella. E, nelle vesti di partner del Vaticano, metterà in vendita due polizze ad hoc una delle quali rappresenta una diretta alternativa ai 50 euro di “contributo volontario” che il governo ha stabilito di chiedere ai pellegrini extra europei per usufruire di eventuali cure mediche urgenti negli ospedali romani.

“Non ci aspettiamo nessun ritorno di tipo economico”, sostiene l’amministratore delegato nell’intervista al quotidiano di Confindustria. “Non è questo lo spirito dell’iniziativa”. Che si concretizzerà in un contributo alla realizzazione di un “progetto in terra di missione, iniziativa voluta dal Papa”, e nella fornitura gratuita di copertura assicurativa per i volontari dell’anno giubilare. A fronte di questo impegno, però, Unipol mette in vendita due polizze ad hoc. Per gli italiani una normale polizza di viaggio (con copertura medica inclusa), ma scontata del 40%. Per gli stranieri un prodotto ad hoc fornito da Unisalute, la compagnia del gruppo specializzata nell’assicurazione sanitaria. Che è il settore in cui Unipol punta a crescere per far fronte al calo dei proventi dell’Rc auto.

Peccato che il governo Renzi, con il decreto enti locali diventato legge in agosto, abbia da un lato destinato 33,5 milioni al Lazio proprio per “far fronte alle esigenze sanitarie” dei pellegrini, dall’altro stabilito che chi arriverà in Italia per l’anno santo da Stati che non hanno accordi ad hoc con Roma (in pratica i Paesi fuori dall’Unione europea) potrà versare appunto un contributo di 50 euro per usufruire gratuitamente di “eventuali prestazioni” erogate in urgenza dalle strutture ospedaliere del Servizio sanitario nazionale”. Chi non paga dovrà versare “le tariffe vigenti nella regione dove insiste la struttura ospedaliera”, cioè il ticket.

Ma il gruppo guidato da Cimbri, secondo cui “la tradizione di Unipol ha da sempre una forte attenzione al sociale”, offre la copertura a un prezzo potenzialmente più competitivo: 5 euro a persona al giorno per un massimale di 10mila euro. Vale a dire che fino ai 10 giorni di permanenza in Italia la spesa è inferiore al “contributo volontario”. “Saremo molto soddisfatti se riusciremo a consolidare anche solo un po’ la percezione che c’è già di noi”, chiosa il numero uno del gruppo bolognese. “Noi offriamo una protezione alle persone e la percezione di un ritorno della Chiesa tra la gente e nelle periferie è in piena sintonia con la nostra cultura profonda”.