Le elezioni locali per il rinnovo dei consigli comunali e regionali in Ucraina sono state sospese in due città, Mariupol e Krasnoarmiys’k, a causa di errori nelle schede elettorali. Il presidente ucraino Petro Poroshenko ha definito la sospensione delle operazioni di voto a Mariupol, la principale città dell’est del Paese in mano all’esercito di Kiev, “una catastrofe” e ha chiesto l’apertura di un’indagine per verificare quanto è accaduto.

Il capo dello Stato ha poi sollecitato il Parlamento a stabilire rapidamente una data in cui tenere le elezioni nelle due città. “Non possiamo permettere – ha detto Poroshenko – che lì, secondo le mie informazioni, siano state commesse falsificazioni”.

Alla tornata elettorale amministrativa di oggi, che coinvolge circa 26 milioni di aventi diritto al voto, secondo un sondaggio di GfK Ukraine si recheranno il 69% degli ucraini, esclusi i cittadini della Crimea, annessa dalla Russia nel 2014 e dove Vladimir Putin si è recato ad agosto, e quelli del Donbass, regione controllata dai ribelli sostenuti da Mosca. Si tratta della prima chiamata alle urne da quando lo scorso anno Poroshenko è diventato presidente con il 54,7% dei voti.

Gli ucraini devono eleggere 358 sindaci e 869 membri delle assemblee legislative locali e regionali. I sondaggi danno come favorito il Blocco di Petro Poroshenko, ma segnalano un balzo in avanti per Patria, il partito dell’ex primo ministro Yulia Timoshenko. I seggi saranno aperti fino alle 20 (ora italiana).

Queste elezioni rappresentano una verifica importante per misurare la maturità di un Paese ancora in transizione e sono importanti per la definizione degli equilibri negli enti locali e per i riflessi politici che su ripercuoteranno a Kiev dove il governo del premier Arseni Yatseniuk è in calo di popolarità per la crisi economica che sta colpendo il Paese e la gestione della guerra nel Donbass.