“Gli ucraini hanno sostenuto la scelta dell’integrazione con l’Europa”. Questa è la prima considerazione dell’oligarca trasformista Petro Poroshenko, ha vinto le elezioni presidenziali in Ucraina al primo turno. Due rilevazioni lo danno sopra al 50 per cento: la prima al 55,9 per cento, la seconda al 57,3 per cento. Staccata di molto l’ex premier Yulia Tymoshenko, che avrebbe ottenuto il 12,9 per cento, seguita da Oleg Liashko, radicale e indipendente, all’otto per cento. Sono state confermate le previsioni dei sondaggi, che davano il magnate come grande favorito delle presidenziali.

Poroshenko, 48 anni, ha fatto fortuna nell’industria dolciaria con la sua Roshen. Ha una lunga esperienza politica ed è stato deputato e ministro sia con governi filo-occidentali che con quelli filorussi. Ed è stato l’unico tra gli oligarchi ucraini ad appoggiare sin da subito la rivolta di Maidan

Il “re del cioccolato” è a favore dell’integrazione europea dell’Ucraina: “Il mio programma presidenziale è l’accordo di associazione” con la Ue, ha sintetizzato in un comizio elettorale. Ma è anche consapevole che l’economia ucraina ha bisogno di buone relazioni con la vicina e potente Russia. D’altro canto, Poroshenko è conciliante con Mosca: mentre la sua ex alleata Yulia Tymoshenko era a favore di una adesione alla Nato previo referendum, lui ha già messo le cose in chiaro un mese e mezzo fa, affermando che l’ingresso nell’Alleanza è “sostenuto da meno del 50%” dei cittadini e non può quindi essere preso in considerazione”.

Laureato in Relazioni economiche internazionali a Kiev, secondo la rivista Forbes Poroshenko è uno dei dieci uomini più ricchi d’Ucraina e la sua fortuna ammonta a circa 1,3 miliardi di dollari. Il “re del cioccolato” ha iniziato a fare soldi vendendo semi di cacao, fino a mettere in piedi un vero e proprio impero che spazia dalle fabbriche di merendine a quelle di auto e bus, dai cantieri navali a una tv, Canale 5, che ha raccontato la rivoluzione arancione del 2004 dal punto di vista dei manifestanti.

Poroshenko è un moderato capace di raccogliere voti in tutte le regioni: sia nell’ovest nazionalista che nel sud-est russofono. E le sue possibilità di vittoria sono aumentate in modo esponenziale dopo che l’ex pugile Vitali Klitschko (ora sindaco di Kiev) ha ritirato la sua candidatura per appoggiarlo.

L’oligarca è entrato in parlamento nel 1998 appoggiando il governo pro-Mosca e nel 2000 è stato tra i fondatori del partito delle Regioni del deposto presidente filorusso Viktor Yanukovich. Pochi anni dopo è passato alla corte del filo-occidentale Viktor Yushenko. È stato ministro degli Esteri nel governo Timoshenko (2009-2010), e poi ministro del Commercio sotto l’acerrimo rivale di “Iulia”, Ianukovich. Ora salirà sulla poltrona più importante del Paese.