“Russi e ucraini sono lo stesso popolo”. Lo ha detto Vladimir Putin, che oggi è in visita in Crimea per la terza volta dopo l’annessione della regione. Il presidente della Federazione Russa ha definito “umiliante” il fatto che il governo di Kiev sia in mano a “cittadini stranieri” e tutti fortemente ostili alle politiche “espansioniste” di Mosca.

“Sono sicuro – ha aggiunto Putin, citato dall’agenzia Tass – che, nonostante tutte le difficoltà del momento attuale, la situazione in Ucraina si raddrizzerà e che il Paese si affrancherà dalla vergognosa prassi di sottoporre un enorme stato europeo al controllo esterno, con posti chiave al governo e nelle regioni in mano a cittadini stranieri”. La Russia è pronta “a costruire il proprio futuro insieme ai cittadini ucraini”.

Gli attacchi del Capo di Stato russo contro gli esponenti “stranieri” posti ai vertici delle istituzioni di Kiev sono rivolti principalmente all’ex presidente della Georgia e filoamericano Mikheil Saak’ashvili, a fine maggio nominato governatore della regione di Odessa, nell’Ucraina meridionale . Inoltre, al fianco del presidente Petro Poroshenko sono stati designati la cittadina statunitense di origine ucraina Natalia Jaresko, a guida del ministero delle Finanze, il lituano Aivaras Abromavicius, responsabile del dicastero dell’Economia e del Commercio, e l’altro georgiano Aleksandr Kvitashivili, ministro della Sanità.

Il viaggio di Putin rappresenta per il presidente ucraino una “sfida al mondo civilizzato” e che “accrescerà le tensioni create dai militari russi e dai loro mercenari” presenti nell’est dell’Ucraina. “Visite come questa – ha scritto Poroshenko in un post su Facebook – sono la continuazione  della militarizzazione della penisola occupata e la portano a un isolamento maggiore. La Crimea ha futuro solo all’interno dell’Ucraina”.