Un botta e risposta duro e articolato, un dossier finito sui giornali e poi parzialmente sconfessato dagli stessi autori, e una polemica al veleno che ogni giorno si arricchisce di un nuovo tassello. È quello che sta succedendo ad Ostia negli ultimi giorni: parti in causa sono Libera, il Movimento 5 Stelle locale e l’ex magistrato antimafia Alfonso Sabella. Il casus belli è rappresentato da una bozza di un dossier, pubblicata dal quotidiano Il Tempo, nel quale i grillini lanciano accuse pesantissime all’associazione fondata da don Luigi Ciotti. Prima tra tutte quella di avere ottenuto in concessione la gestione di una spiaggia sul lungomare di Ostia senza bando pubblico. Accuse gravi, che potrebbero avere ripercussioni sulla “alleanza” M5S-Libera sancita in nome della battaglia per il reddito di cittadinanza, e che oggi hanno suscitato la reazione del sacerdote antimafia. “C’è qualcuno che ha scritto che si è rotto l’idillio tra Libera e Movimento 5 Stelle: non c’è stato mai un idillio ma forme di collaborazione su dei temi che devono coinvolgere tutti. La mia ferita e sofferenza è vedere che subentrano altri giochi e interessi”, ha detto don Ciotti, che poi ha replicato direttamente sul caso Ostia: “Nel Movimento 5 Stelle ci sono delle persone eccezionali, ragazzi svegli, intelligenti, appassionati ma c’è anche qualcuno che per altri giochi e interessi sta dall’altra parte. Questi non devono andare ad umiliare una battaglia per il reddito di dignità che ha bisogno che tutte le forze si mettano insieme per raggiungere l’obiettivo di uguaglianza, diritti e dignità di tutte le persone”. Parole che arrivano praticamente nel day after di un altro durissimo scontro: quello che ha visto i grillini entrare in polemica con Alfonso Sabella, l’ex pm nominato da Ignazio Marino assessore alla legalità del comune di Roma, subito dopo l’esplosione del caso Mafia capitale.

“Sabella ha praticamente appeso la toga al chiodo e da diverso tempo si diverte a fare il politicante da bar”, l’accusa rilanciata dal blog di Beppe Grillo. Il motivo? L’intervento dell’ex pm nella polemica su Ostia (dove il sindaco l’ha nominato commissario) in difesa di Libera, in cui sottolinea l’esistenza di un conflitto d’interesse tra esponenti 5 stelle e quella concessione balneare. “Ostia è una palude e  i grillini sono troppo impegnati ad autocompiacersi della loro onestà e presunta superiorità etica senza guardare oltre”, dice l’ex pm, autore di una lunga e dettagliata lettera aperta in replica al post del blog di Grillo. 

“Dei 71 stabilimenti e spiagge libere dove c’erano irregolarità i 5 Stelle si sono preoccupati solo di quella gestita da Libera”
E’ l’accusa di Sabella, smentita, però, dai grillini sul blog di Grillo: “Il M5S Ostia il 3 marzo scorso ha presentato un ordine del giorno in cui elencava le irregolarità su tutte le spiagge del litorale romano a firma del consigliere Paolo Ferrara. Sabella ovviamente lo ricevette e, vogliamo augurarci, lo lesse. Oggi però sembra essersene dimenticato”. Ma l’assessore ha replicato: “Non ho visto il documento all’epoca (il mio mandato è iniziato il 18 marzo). In ogni caso non me ne sarebbe fregato assolutamente nulla di vederlo perché quelle irregolarità io non mi sono limitato solo a elencarle ma le ho anche accertate, verificate e, lo so che vi sembra strano, pure sanzionate”. E Sabella ha poi attaccato l’ex consigliere che non avrebbe dato seguito alle sue segnalazioni: “Ma Ferrara non è un appartenente alla Guardia di Finanza e dunque sottoposto all’obbligo di denuncia?”.

“Il M5S non è contro Libera, ma contro l’illegalità”
Dopo il report pubblicato da il Tempo, i 5 Stelle si sono giustificati dicendo che la loro azione non era mirata contro l’associazione ma solo un tentativo di avere trasparenza. “Di recente abbiamo presentato un’interrogazione dove chiediamo di fare chiarezza in merito ad alcuni articoli di giornale che parlano di irregolarità rilevate all’interno della ‘Spiaggia Libera-SPQR’, data in concessione all’Ati (Associazione territoriale d’impresa), composta da Uisp Roma e Libera”. Sabella ha ribattuto: “Prendo atto ma mi spiegate perché presentate un’interpellanza solo ed esclusivamente sulle sanzioni applicate a Libera e chiedete, addirittura, la revoca solo ed esclusivamente dell’assegnazione della spiaggia a Libera e ve ne state zitti zitti su tutti gli altri concessionari di spiagge, chioschi e stabilimenti plurimultati?”.

L’incontro tra i 5 Stelle e le sigle sindacali delle associazioni balneari
Al centro dello scontro anche un incontro tra i rappresentanti dei tanto contestati stabilimenti balneari e i 5 stelle, poi rilanciato sulle pagine fb dei parlamentari. “Quell’incontro si svolse il 25 giugno alla luce del sole e fu diffuso dai canali istituzionali del Movimento. Per amor di cronaca, è dunque bene ricordare che tre giorni prima di noi era stato proprio Sabella ad incontrare le stesse sigle sindacali di Ostia”. E Sabella: “Sì anch’io l’ho fatto ma alla luce del sole per pervenire, nell’interesse comune, a un abbattimento condiviso del lungomuro e non di sera, per ragioni politiche (che mi piacerebbe tanto conoscere), a casa loro (a proposito non ve ne siete accorti che non era proprio casa loro ma una struttura pubblica del Coni di cui taluno di costoro deteneva stranamente le chiavi?). E soprattutto non ho scritto l’indomani sulla mia pagina Fb, come ha fatto la vostra on. Carla Ruocco “ieri sono stata ad Ostia, con gli attivisti del Movimento Cinque Stelle di Roma Municipio 10, per parlare con gli imprenditori onesti’. Me coj…i, si direbbe a Roma”.

I 5 Stelle accusano poi Sabella di aver detto: “Roma non è mafiosa, ma è corrotta”, come se le due cose fossero completamente sconnesse
“Da magistrato dovrebbe andare a rileggersi il parere dei Ros”. Accusa respinta: “Ho sempre detto che Roma non è una città mafiosa ma è soprattutto una città corrotta. Ho detto anche che a Roma le mafie, anche quelle più tradizionali, esistono eccome e ho sempre sostenuto che Mafia capitale è un’associazione di tipo mafioso a norma di art. 416 bis c.p.. A proposito a Palermo non guardavo i santini (quanto piace pure a voi folklorizzare la mafia! Ma da che parte state veramente?) ma qualche centinaio di morti ammazzati all’anno, qualche bambino sciolto nell’acido e qualche tratto di autostrada o pezzo di quartiere che saltava in aria portandosi via altre vite umane e, mentre voi vivevate sereni nella bambagia, stanavo e arrestavo i responsabili, li facevo condannare a centinaia di ergastoli e migliaia di anni di galera, sequestravo i loro beni e i loro missili terra aria e vivevo, necessariamente solo come un cane, sotto sacchi di sabbia e lastre d’acciaio blindate”.

“Il 5 Stelle Ferrara è amico dell’ex gestore della spiaggia di Libera”
Il vero nodo dello scontro, però, è rappresentato dal conflitto d’interessi adombrato dall’ex pm sul 5 Stelle Ferrara, lo stesso che aveva chiesto il ritiro della concessione solo per il lido gestito da Libera. “Ferrara – ha detto Sabella – è amico del Sig. Bocchini tanto che ne ha celebrato le nozze come consigliere di Municipio . E non lo dico io ma lo sa tutta Ostia e lo dice, anzi lo diceva, lui stesso sulla sua pagina Facebook l’altro ieri, 25 settembre,  “Sposare un conoscente – scriveva -, amico e compagno di scuola che abbia avuto piccoli precedenti…”. Poi però, il 27 settembre, sul Tempo ha affermato: ‘Lo conosco ma non è un mio amico’. Ma hanno litigato giusto ieri mattina? I vecchi politici erano più “scafati” e avevano modi migliori per scaricare al momento opportuno l’amico divenuto in qualche modo scomodo”. Ma perché il pentastellato dovrebbe nascondere l’amicizia con Bocchini? Solo per piccoli procedimenti penali?  “Bocchini – ha continuato Sabella – era giusto giusto il precedente gestore della spiaggia Ammanusa che è stata poi assegnata a UISP e Libera perché si è accertato che Bocchini aveva precedenti penali, anche specifici (occupazione abusiva di beni demaniali), e nemmeno dichiarati”. Da parte sua, il consigliere pentastellato Ferrara ha replicato con un’intervista al Tempo (la stessa in cui nega l’amicizia con Bocchini): “Querelo Sabella, non può dire che ho un interesse personale solo perché ho celebrato il matrimonio di una persona: con questo principio, Sabella dovrebbe contestare anche il prete che ha sposato Totò Riina“. Paragone infelice visto che il sacerdote che sposò Riina era don Agostino Coppola, indicato come il “prete della mafia”, finito più volte a processo e poi condannato a tredici anni per un sequestro di persona.