Sgradevole, vergognoso ed offensivo. Di più: un’offesa a chi combatte le mafie. Sono solo alcuni degli aggettivi lanciati da esponenti del Pd contro l’ultima puntata di Porta a Porta, la trasmissione di Bruno Vespa che dopo il premier Matteo Renzi, è tornata in onda con due ospiti d’eccezione: VeraVittorino Casamonica, rispettivamente figlia e nipote di Vittorio, capostipite dell’omonimo clan, omaggiato dai funerali show con carrozze trainate da cavalli neri, musica del Padrino ed elicotteri che lanciavano rose. E dopo il fuoco incrociato di critiche piovuto sulla trasmissione della rete ammiraglia Rai, i due Casamonica ospiti di Porta a Porta hanno voluto ringraziare pubblicamente Vespa. Che alla fine è costretto a replicare tirando in ballo la famosa intervista di Enzo Biagi a Michele Sindona.

La polemica del giorno dopo: “Rai chieda scusa a Roma”
La presenza dei due Casamonica in studio era stata largamente anticipata senza riscuotere particolari reazioni da alcun esponente politico. A trasmissione in corso però si è scatenata un’infuocata polemica in diretta, che oggi finirà probabilmente agli atti del cda Rai. I primi ad accendere la miccia sono i consiglieri comunali del Pd in Campidoglio. “E’ stato uno spettacolo vergognoso ed offensivo  quello al quale i cittadini e le cittadine romane in primis, ma anche tutti gli italiani, hanno dovuto assistere ieri sera durante la trasmissione Porta a porta di Bruno Vespa”, dicono dopo che ieri sera il web era già stato inondato di commenti. Solo la primissima reazione perché dopo poche ore gli strali lanciati sui social network sono aumentati in maniera esponenziale. E da facebook e twitter, la polemica ha assunto subito una dimensione nazionale. “La partecipazione a una delle trasmissioni di punta del servizio pubblico Rai della famiglia Casamonica è grave. Oltre che paradossale. Credo che tutto ciò non sia accettabile in un servizio pubblico”, ha commentato sindaco di Roma, Ignazio Marino. “Mi auguro che qualcuno alla Rai abbia il buongusto di chiedere scusa alla città di Roma, ai romani e a tutti i cittadini”, è il commento del vicesindaco della Capitale Marco Causi.  “Trovo davvero inaudito – continua i vice di Ignazio Marino – che il servizio pubblico, la Rai, ospiti componenti della famiglia Casamonica per fare intrattenimento mascherato da informazione. Quella andata in scena ieri sera sulla prima rete Rai è la più clamorosa dimostrazione di ciò che dico da tempo: la mafia a Roma è da molti sottovalutata e c’è ancora chi la ritiene alla stregua di un fenomeno folkloristico”.

L’autodifesa del conduttore: “Lasciateci fare il nostro mestiere”
Quasi per replicare all’ondata di attacchi, il conduttore aquilano aveva annunciato che nella puntata di stasera avrebbe intervistato Alfonso Sabella, l’ex magistrato chiamato da Marino a fare da assessore alla legalità della capitale. E proprio durante l’intervista a Sabella (che viene registrata nel pomeriggio e messa in onda in seconda serata), Vespa ha replicato alle accuse raccolte da quasi tutti i partiti. “Lasciateci fare il nostro mestiere”, ha detto dopo Sabella gli ha chiesto che fossero presenti in studio le vittime del clan Casamonica. “Quando Biagi ha intervistato Sindona, c’erano forse le vittime? – ha chiesto Vespa a Sabella – e c’erano le vittime quando è stato intervistato Buscetta o quando Michele Santoro ha intervistato Ciancimino?”.  “Quello del funerale di Vittorio Casamonica- ha proseguito il conduttore – è un fatto di cronaca e ‘Porta a Portà deve occuparsi di fatti di cronaca. Noi che siamo molto attenti abbiamo invitato due persone incensurate e molto vicine al defunto”.   A questo punto Sabella ci ha tenuto a precisare che  “Vera Casamonica è la nuova regina del clan e vedendo la trasmissione non so dire se fosse più burina o coatta. Qui a Roma non ho ancora capito la differenza, me la devo far spiegare”.

Casamonica Jr: “Grazie Vespa”
Mentre la trasmissione della rete ammiraglia è finita a fare da bersaglio a critiche di ogni colore politico, Vittorino Casamonica, nipote del capoclan, ci tiene ad inviare i suoi ringraziamenti a Vespa. “Voglio ringraziare la Rai e Bruno Vespa, che ci hanno dato la possibilità di smentire tutte le calunnie su di noi e dimostrare che siamo persone oneste. La redazione di Porta a Porta – spiega il giovane Casamonica all’agenzia Agi- ci ha invitato giorni fa per darci modo di dire le cose come stanno, e siamo andati volentieri. Su mio nonno hanno detto tante bugie, tante calunnie, ma non era un boss, era una persona normale”.

Grillo: “Rai servizio pubblico paramafioso”

E se dentro al Pd le reazioni infuocate all’ospitata dei Casamonica si sprecano, non va meglio negli altri schieramenti politici.  “Rai, servizio pubblico paramafioso”, il titolo del post pubblicato dal blog di Beppe Grillo. “La famiglia Casamonica ospitata dalla Rai nel salotto buono di Bruno Vespa per esibirsi davanti a 1.340.000 di italiani (14,54% di share) nell’apologia di Vittorio Casamonica, il boss il cui funerale ha indignato Roma, è un oltraggio a tutti gli italiani onesti” è il commento, mentre il presidente della commissione Vigilanza Roberto A Porta a Porta ieri sera è stata scritta una delle pagine più vergognose per il servizio radiotelevisivo pubblico del nostro Paese”. Non usa mezzi termini il presidente della Commissione di Vigilanza, Roberto Fico, commentando su Facebook la puntata di ‘Porta a Portà che ieri sera ha visto ospiti di Bruno Vespa la figlia e il nipote di Vittorio Casamonica. Fico annuncia un’interrogazione ai vertici Rai “per pretendere immediati chiarimenti”.

Orfini: “E’ un errore grave”
Tra i primi a commentare la puntata di Vespa è il presidente e commissario romano del Pd Matteo Orfini:”Porta a Porta e Rai1 – scrive su twitter – riflettano: offrire un palcoscenico ai Casamonica è stato un errore grave che nulla c’entra con il servizio pubblico”.  “La presenza ripetuta in queste settimane dei Casamonica nei talk show televisivi non è giustificabile. Sono inaccettabili la spettacolarizzazione delle vicende criminali e la scelta di dare una tribuna a persone riconosciute come protagoniste di fenomeni di vera e propria occupazione con metodi mafiosi di interi territori. Il rischio è di trasformare tutto in una fiction, producendo assuefazione, e di considerare normale ciò che non lo è, trasmettendo il messaggio che le mafie sono un elemento del paesaggio e non un tumore da combattere. I Casamonica sono mafiosi, non star televisive“, è invece l’attacco del senatore Franco Mirabelli, capogruppo del Pd nella Commissione Antimafia. “Ha fatto bene Mirabelli a chiedere che la commissione senta i vertici Rai sulla presenza dei Casamonica nelle trasmissioni del servizio pubblico. Sarebbe l’occasione per chiedere spiegazioni sul perché i componenti del clan si siano presentati a Porta a porta insieme al loro avvocato, come se dovessero difendersi da procedimenti penali in corso”. E’ quanto dichiara il deputato del Partito democratico e componente della commissione Antimafia, Ernesto Magorno.  “Quella di essere accompagnati dal legale – aggiunge Magorno – è apparsa una scelta insolita. Da quali procedimenti giudiziari dovevano difendersi i componenti della famiglia Casamonica? E se era presente l’avvocato, avrebbero dovuto esserci anche eventuali magistrati di accusa? Tra l’altro la presenza dell’avvocato, informato ovviamente delle vicende personali del capo della famiglia, ha dato l’idea che si fosse di fronte ad un tentativo assolutorio della sua vicenda. E’ opportuno che venga fatta chiarezza”.

Guelfi: “In Rai tanto lavoro da fare”. Freccero: “Non spetta al cda decidere”
E mentre tutti o quasi i principali esponenti dem si lanciano contro la trasmissione di Vespa, l’unico a non attaccare frontalmente il salotto di Rai Uno aperto al clan sinti è Guelfo Guelfi, consigliere d’amministrazione Rai. “Approfondimenti. Si chiamano così. Ripassano sul caso e lo espongono. Era così con i plastici, con i corpi, con le violenze sui corpi. D’altra parte Porta a Porta é normalmente in seconda serata. Le fasce protette dormono e le fasce morbose fanno l’indice d’ascolto. Ieri rientrando a casa saranno state le 11 e mezzo accendo la Tv e infatti c’é l’approfondimento sul caso. Meno male il morto era già morto e seppellito compresi i petali che cadevano dal cielo. In studio la figlia che sosteneva : embé noi facciamo sempre così, maronna mia quanto la fate lunga, e nemmeno di nascosto, esibendo pendagli, rideva, Vespa si fregava le mani. Ieri ho passato la giornata in Rai a Roma, ci sono così tante cose da fare“, scrive su facebook il consigliere di Renzi. Più decisa invece la difesa di Carlo Freccero, indicato dal M5S come componente del cda.”Non spetta al cda decidere se la decisione di Vespa sia opportuna o meno. E’ cura del conduttore redigere il programma, poi si valuta, ma niente censure preventive per favore. Certo, è un pò surreale che dopo Renzi siano stati ospitati i Casamonica, ma è il talk postmoderno che crea queste assonanze”.E se gli altri consiglieri d’amministrazione preferiscono non intervenire, è un fatto che oggi pomeriggio la trasmissione di Porta a Porta sarà oggetto di riflessioni da parte di alcuni consiglieri di Viale Mazzini, che discuteranno sull’eventuale atteggiamento o sulle iniziative da assumere.

Ncd e Leone difendono Vespa: “Esterrefatto dagli attacchi”
E nel fuoco incrociato degli attacchi a Vespa a difendere il conduttore abruzzese arrivano due parlamentari del Nuovo Centrodestra. è Fabrizio Cicchitto. “Francamente- dice il deputato del Nuovo Centrodestra – sono esterrefatto di fronte agli attacchi rivolti a Vespa per aver intervistato due esponenti della famiglia Casamonica. Credevo infatti che l’attività giornalistica fosse quella di far conoscere le molteplici facce della realtà e i protagonisti di essa, anche quelli più negativi e repellenti”, è la difesa di Fabrizio Cicchitto.”L’attacco a Bruno Vespa per aver invitato in trasmissione una rappresentante della famiglia Casamonica è surreale. Bruno Vespa ha semplicemente applicato, da professionista qual è, la vecchia regola del giornalismo: sentire tutte le campane. Quella stessa regola che vediamo spesso disattesa sui nostri media. E chi doveva chiamare per sapere come hanno vissuto quel funerale le centinaia di persone che vi hanno partecipato, diciamo così, dalla parte del morto”, dice invece Maurizio Lupi. In difesa di Vespa arriva anche  il direttore di Rai 1, Giancarlo Leone. “Porta a Porta – dice – ha trattato un argomento controverso con trasparenza e completezza d’informazione, senza fare sconti di alcun genere e con l’interesse di fornire ai telespettatori il più ampio quadro possibile di notizie”.

Codacons: “Casamonica sono stati pagati?”
E mentre il sito della trasmissione annuncia che “alle polemiche sulla partecipazione a Porta a porta della figlia e del nipote di Vittorio Casamonica, sarà dedicata stasera l’apertura della trasmissione di Bruno Vespa con un dialogo tra il conduttore e Alfonso Sabella, assessore alla legalità del comune di Roma.assessore alla legalità del comune di Roma.Sulla questione si è esperesso anche l’Usigrai, il sindacato dei dipendenti della televisione pubblica. “Chiediamo ai nuovi vertici quale Rai Servizio Pubblico vogliano? Quali messaggi il Servizio Pubblico deve dare ai cittadini? Qui la questione non è censurare, ma scegliere quale Paese raccontare e come. Quando si darà lo stesso spazio alle colleghe e i colleghi minacciati dai Casamonica? Alle colleghe e ai colleghi minacciati, o addirittura sotto scorta, per il loro impegno contro le mafie? La Rai servizio pubblico che noi vogliamo è quella che i riflettori li accende sul malaffare, sulle persone impegnate ogni giorno contro le mafie, a favore della legalità”. Dal Codacons arriva una fondamentale richiesta: “Vogliamo sapere se la famiglia Casamonica ha preso soldi per partecipare alla trasmissione e, in tal caso, a quanto ammonta la somma erogata. La Rai deve inoltre dirci se sono state sostenute spese di altra natura per la loro presenza in trasmissione, come taxi per raggiungere lo studio televisivo, pasti, o automobili di servizio Rai con autista che li abbiano prelevati e riaccompagnati dopo la puntata”.

Odg Lazio: “Vespa deferito al consiglio di disciplina”
Il consiglio dell’ordine dei giornalisti del Lazio comunica che  “i colleghi protagonisti della vicenda saranno deferiti al consiglio territoriale di disciplina per le valutazioni del caso“. “Offrire nuovamente un palcoscenico alla famiglia Casamonica – spiegano dall’odg Lazio – nella Rai del servizio pubblico ad un mese dai funerali di Vittorio Casamonica è stato un errore grave che non assolve al diritto di cronaca ma aggiunge un nuovo capitolo alla facile spettacolarizzazione dell’informazione”.