L’Europa torna a richiamare l’Italia sulle unioni civili e le chiede di dire sì ai matrimoni gay. Ma a Roma il ddl che definisce le unioni civili come un istituto autonomo rispetto al matrimonio è fermo in commissione Giustizia del Senato per gli emendamenti di Area popolare e Forza Italia. A guidare l’ostruzionismo è il senatore del Nuovo centrodestra Carlo Giovanardi che questa mattina ha presentato 11 emendamenti, gli unici votati questa mattina in più di due ore e tutti respinti. Il testo è stato firmato dalla democratica Monica Cirinnà ed è stato approvato grazie alla maggioranza trasversale Pd-M5S.

Europarlamento: “Aprire a coabitazione, le unioni di fatto e matrimonio”
Intanto il Parlamento europeo ha chiesto oggi a nove Stati membri su 28 di “considerare la possibilità di offrire” alle coppie omosessuali istituzioni giuridiche come “la coabitazione, le unioni di fatto registrate e il matrimonio”. La richiesta è inserita nel paragrafo 85 del rapporto sulla Situazione dei diritti fondamentali nella Ue approvato oggi a Strasburgo. Con il documento firmato dall’europarlamentare M5S Laura Ferrara, il Parlamento europeo ha anche chiesto alla Commissione Ue di “presentare una proposta di normativa ambiziosa che garantisca il riconoscimento mutuo” delle unioni e matrimoni registrati in altri paesi in modo da “ridurre gli ostacoli amministrativi e giuridici discriminatori che devono affrontare i cittadini” per esercitare il loro diritto alla libera circolazione.

“Sanzionare cariche pubbliche che insultano persone Lgtbi”
Nel capitolo dedicato ai diritti delle persone Lgtbi, Strasburgo condanna “con la massima fermezza la discriminazione e la violenza” e chiede agli Stati di “sanzionare” le cariche pubbliche che “insultano o stigmatizzano” omosessuali e transessuali. Per questi ultimi il Parlamento chiede di facilitare le procedure burocratiche per il “riconoscimento del nuovo genere”. L’ennesimo richiamo dell’Europa sul tema dei diritti civili arriva dopo la sentenza della Corte europea dei diritti umani di Strasburgo che a luglio ha condannato l’Italia per aver violato il diritto al rispetto della vita privatafamiliare di tre coppie omosessuali, che da anni vivono insieme in una relazione stabile. E per questo dovrà a ognuno di loro 5mila euro di risarcimento per danni morali.

Ddl Cirinnà fermo per ostruzionismo di Ap e Fi
Ma nonostante le richieste dell’Europa, a Roma il ddl Cirinnà è impantanato. In tutto il giorno, la commissione Giustizia di Palazzo Madama ha esaminato solo 50 emendamenti, respingendoli tutti. Ne restano così 1.260. L’esame riprenderà giovedì alle 18. Il senatore democratico Sergio Lo Giudice ribadisce che “il Pd non farà nessun passo indietro” e che Ncd e Fi “continuano ad avare un atteggiamento ostruzionistico” “assolutamente non in linea con quanto ci chiede non solo il Parlamento europeo anche oggi, ma soprattutto la Corte di Giustizia europea”.

Giovanardi: “Unioni civili diventeranno uguali a matrimonio”
Schierato in prima linea contro il ddl c’è Giovanardi: “Le unioni civili diventano uguali al matrimonio”, afferma il senatore promettendo che Ap “darà battaglia”. “L’emendamento premissivo (quello votato la settimana scorsa da Pd , M5S e conservatori sulla definizione delle coppie di fatto come specifica formazione sociale, ndr) è stato completamente svuotato. Le parole della Cirinnà hanno riaffermato il sì all’utero in affitto, alle adozioni e alla pensione di reversibilità anche per le coppie omosessuali. Il governo è intervenuto a gamba tesa, definendo tempi e modi. È un nostro dovere fare battaglia parlamentare”.
“Stanno portando avanti un progetto che avrà conseguenze per i prossimi 50 anni della storia italiana. Se dovesse passare dal giorno dopo – conclude Giovanardi – io voto no alla fiducia a questo governo”.

Lupi: “Non accettiamo impostazioni da Parlamento Ue”
Il presidente dei deputati di Area popolare Maurizio Lupi critica duramente l’intervento del Parlamento europeo: “Il riconoscimento di diritti alle persone omosessuali che realizzano unioni stabili è una prerogativa del Parlamento italiano. La forma di questo riconoscimento verrà liberamente decisa da deputati e senatori. L’europarlamento, in tale senso, è libero di pensarla come vuole ma non può chiedere a uno Stato sovrano di ‘dire sì ai matrimoni gay'”.