Luigi Di Maio sta ancora parlando sul palco quando la tensione cala all’improvviso. La platea si gira, qualcuno grida “Beppe” indicando un punto indefinito nel buio della cascina che ospita la festa per i dieci anni del meetup di Brescia. Beppe Grillo sta ascoltando il discorso del vicepresidente della Camera affacciato dal loggiato sul cortile della cascina Maggia. “Una sorpresa”, anche se già il giorno prima Grillo aveva fatto capolino per salutare gli attivisti, dando appuntamento alla sera successiva.

Sono giorni di bilanci tra gli attivisti a Cinque stelle, a dieci anni dalla formazione dei primi meetup degli “amici di Beppe Grillo” (quello di Brescia è stato tra questi). Forse per questo non suona del tutto inedita, quando Grillo prende la parola, la clamorosa ammissione sull’impreparazione del M5S alle ultime elezioni politiche: “Nel 2013 non eravamo pronti, abbiamo imbarcato chiunque”. Grillo lo dice quasi in premessa, mentre ironizza sulle “cinque telefonate al giorno con Casaleggio”. Come se fosse una riflessione maturata all’interno del movimento, ormai pronta per essere consegnata al pubblico.

Poche ore prima anche i collaboratori del senatore Vito Crimi avevano intavolato una discussione simile con gli ospiti di un dibattito pomeridiano: “Lo dico sinceramente – ha ammesso un giovane attivista – nel 2013 avevamo la testa nei banchetti e non eravamo preparati per nulla a entrare nelle istituzioni”. E ora? Luigi Di Maio è prudente, intervistato alla festa da tre studenti sottolinea che “si punta sul programma, sul cosa, e se gli italiani lo decideranno cominceremo ad attuarlo dal primo giorno, punto per punto”. Grillo invece ammicca, allarga le braccia mentre confessa di “non essere mai stato così sicuro di vincere come stavolta: il problema è solo andare al voto, ma non vogliono perché lo sanno che poi in 24 ore se vanno a casa tutti”.

Il Movimento 5 Stelle a Brescia si è preso un po’ di tempo per parlare dei temi che hanno segnato l’impegno del meetup fin dai primi passi: mafia, libertà di informazione, giustizia, inquinamento. “Due legislature, e poi a casa”: è un punto d’orgoglio per tutti, a partire dal senatore Crimi. Ma tra gli attivisti più anziani già si affronta l’inquietudine di chi sta incominciando adesso a imparare il mestiere e tra poco si ritroverà fuori da tutto. Che farà? E chi arriverà dopo avrà già imparato dagli altri, o dovrà ripartire da zero? Grillo sembra rispondere a questi dubbi quando recita a tutti la lettera “Il blog è un treno”, scritta da un passeggero anonimo del blog di Beppe Grillo nel 2009: “Un treno senza una destinazione finale e che nessuno sa bene da dove sia partito. C’è anche un macchinista. Ma come nei treni reali nessuno lo vede, nessuno ci parla. Ogni tanto un annuncio dall’interfono”.