In molti se lo stavano chiedendo da tempo, e probabilmente il fatidico giorno è arrivato. Senza neanche bisogno di andare a vedere l’archivio del giornale, e andando a memoria, in una giornata di fine agosto. Dave Grohl che rinvia un concerto per accompagnare la figlia al ballo di fine anno. Dave Grohl che fa suonare la batteria a un fan il giorno del suo compleanno durante un concerto dei Foo Fighters. Dave Grohl che si rompe una gamba durante un concerto e arriva alla fine del concerto, col gesso e tutto, eroicamente. Dave Grohl che si commuove per l’omaggio di Florence and the Machine a Glastonsbury, chiamati a sostituire i Foo Fighters come headliner, dopo l’infortunio di Stoccolma. Dave Grohl che si fa costruire un trono di chitarre pur di suonare con la gamba ingessata. Dave Grohl che vede i mille che suonano Learn to fly a Cesena e accetta l’invito di suonare li. Dave Grohl che regala sette brani inediti dal loro album terribilis.

E adesso Dave Grohl che vede un fan che piange durante una canzone e lo invita a salire sul palco. È successo a Greenwood Village, in Colorado. I Foo Fighters stanno suonando My hero e il fan scoppia in lacrime. Dave lo vede e lo fa salire sul palco. “Non piangere figlio di puttana, sarai ubriaco, non piangere” gli ha detto. “Stai piangendo? Ti amo, uomo. Sai una cosa? Fanculo il discorso che stavo facendo. Ora questa roba la canto per te. Te la canto in faccia, da uomo a uomo, come fossimo in prigione. Io e te, voglio lacrime vere, canta con me e non farmi piangere, che avevo promesso che non avrei pianto,” ha concluso.

Ecco, ci siamo. Ora è arrivato il tanto atteso momento. Da adesso in poi a Dave Grohl sono spuntate le stimmate, le ali e l’aureola. È diventato un santo. L’ultima rockstar sulla terra ora è un santo, e pian piano cominceremo a odiarlo come tutti gli altri.