La lotta all’ebola diventa un film. “The e-bola lesson“, presentato mercoledì mattina in anteprima mondiale a Roma all’auditorium del Ministero della Salute, racconta la storia di sei ricercatori provenienti da tutto il mondo che lavorano a un vaccino per il virus che ha falcidiato migliaia di vite in Africa Occidentale.

La pellicola è destinata alla formazione a distanza del personale sanitario e sarà a distribuita gratuitamente agli operatori sanitari del mondo che la richiederanno. Il progetto è il frutto della collaborazione tra la Falcon Production, casa di produzione internazionale che realizza pellicole informative per i professionisti sanitari, e la società Sanità in-Formazione. Mentre l’idea del film è di Massimo Tortorella, Ceo di Consulcesi, produttore del film.

“Abbiamo lavorato insieme a un team di ricercatori e medici per cercare di essere perfetti dal punto di vista scientifico – spiega il regista Christian Marazziti – ma grazie al lavoro degli attori siamo riusciti ad ottenere anche una storia molto bella, piena di sentimento e di tensione drammatica”.

Tra le fonti di ispirazione anche la storia di Fabrizio Pulvirenti, il medico siciliano che ha contratto il virus mentre prestava servizio in Sierra Leone, dove lavorava per conto di Emergency. Ad interpretare i ricercatori Paolo Bernardini, Melanie Gerren, Valentina Izumì, Silvia Mazzotta, Robin Mugnaini e Benjamin Stender.

Sono già stati avviati contatti corso con alcuni distributori, soprattutto televisivi, e richieste da alcuni festival per la proiezione del film. “Con questa pellicola abbiamo sperimentato un nuovo modo di formare, interessando l’operatore sanitario insieme al grande pubblico – ha spiegato Tortorella – Questo è il primo di una serie di progetti che stiamo realizzando, fra cui uno sui vaccini”.

“Ebola è sparito dai media ma non dall’Africa – ha affermato Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’istituto Spallanzani presente alla proiezione – L’esperienza della Liberia, dove dopo diverse settimane il virus è tornato, ci insegna che dobbiamo essere particolarmente attenti. Anche noi dello Spallanzani continuiamo a contribuire, un laboratorio partirà ai primi di agosto”.

“L’Oms prevede che per agosto si chiuda questa vicenda – ha commentato Pulvirenti – speriamo di farcela. In Liberia ci sono stati sei nuovi casi, ce ne sono una trentina negli altri paesi, è vero che è la coda dell’epidemia ma il virus è ancora presente”.