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L’Oms approva il primo farmaco antimalarico per neonati sopra i due chili: potrà salvare milioni di bimbi

Con il via libera dell’Organizzazione mondiale della sanità si colma una lacuna terapeutica storica: la nuova cura, sviluppata da Novartis, sarà fondamentale soprattutto nell’Africa subsahariana
L’Oms approva il primo farmaco antimalarico per neonati sopra i due chili: potrà salvare milioni di bimbi
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Anche i neonati adesso potranno essere curati per la malaria. L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha approvato il primo trattamento antimalarico per i piccoli a partire dai due chili di peso, come annunciato il 25 aprile in occasione della Giornata mondiale della malaria. È un passo importante per debellare un morbo che ancora oggi uccide milioni di persone, tra cui migliaia di bambini. Fino a poco fa non esistevano trattamenti approvati per lattanti sotto i 4,5 kg: così verrà colmata una lacuna terapeutica che aiuterà circa 30 milioni di bambini che ogni anni nascono nelle zone del continente africano in cui la malaria è endemica.

Disponibile in compresse al gusto di ciliegia, solubili in liquidi, compreso il latte materno. Il farmaco si chiama Coartem Baby, o artemer-lumefantrina, ed è prodotto da Novartis, multinazionale farmaceutica svizzera, in collaborazione con l’organizzazione senza scopo di lucro Medicines for Malaria Venture (Mmv). L’Oms, in termini tecnici, lo ha prequalificato: significa che il vaccino rispetta gli standard internazionali di qualità, sicurezza ed efficacia. Grazie al via libera dell’Organizzazione Coartem Baby potrà essere acquistato dal settore pubblico in molti Paesi che hanno ancora alti tassi di malaria, soprattutto nell’Africa subsahariana dove fino al 18% dei bambini sotto i sei mesi contrae la malattia. Milioni di bambini infatti prima di questa innovazione medica venivano curati con trattamenti destinati a bambini più grandi, aumentando i rischi di complicazioni a causa del dosaggio sbagliato: “Come medici, tendevamo a cercare la malaria nei bambini più grandi, ma quando i neonati si ammalavano nessuno sembrava sapere cosa fare”, ha detto in una nota di Novartis Emmanuel Aidoo, pediatra presso il Methodist Hospital di Ankaase, in Ghana.

“Per secoli, la malaria ha rubato bambini ai genitori, e salute, ricchezza e speranza alle comunità – ha detto il dottor Tedros Adhanom Ghebreyesus, Direttore Generale dell’OMS, nel video in cui annuncia il farmaco – Ma oggi, la situazione sta cambiando. Nuovi vaccini, test diagnostici, zanzariere di nuova generazione e medicine efficaci, inclusi quelli adattati ai più giovani, stanno contribuendo a invertire la tendenza. Porre fine alla malaria nella nostra vita non è più un sogno: è una possibilità reale, ma solo con un impegno politico e finanziario costante. Ora possiamo. Ora dobbiamo”.

Una svolta che si preannuncia epocale a cui però, specifica Oms, dovranno essere accompagnate anche altre cure e la prevenzione. Per questo l’Organizzazione ha prequalificato anche tre nuovi test diagnostici rapidi per la malaria: sono in grado di riconoscere la proteina parassita pf-LDH, responsabile della forma più grave di malaria. Si offre così un’alternativa ai test oggi disponibili che individuano solo la proteina pf-HRP2. Alcuni studi pubblicati su Springer Nature però mostrano come questa proteina sia assente in alcuni ceppi malarici, motivo per cui circa il 5% delle diagnosi viene mancata. Tutti sviluppi utili anche per contrastare la resistenza parziale all’artemisina, il farmaco antimalarico più potente, che l’Oms ha iniziato a registrare con preoccupazione in alcuni stati africani ma anche nella sottoregione asiatica del Grande Mekong.

Alla luce di queste novità l’Oms ha proposto una roadmap con obiettivi ambiziosi ma, ora, sicuramente più realizzabili. L’Organizzazione si pone come obiettivo l’anno 2030, entro cui prospetta la riduzione dell’incidenza dei casi di malaria di almeno il 90% e la riduzione dei tassi di mortalità del 90%. Ancora di più, Oms pensa di poter eliminare la malattia da almeno 35 Paesi entro lo stesso anno prevenendo così anche un ritorno della malattia in quelle nazioni che se ne sono liberati, 47 in tutto che segnalano meno di mille casi all’anno.

Dal 2000, sono stati evitati in tutto il mondo 2,3 miliardi di casi di malaria e 14 milioni di decessi, di cui 1 milione di vite salvate solo nel 2024. Nonostante i numeri positivi però la malaria rimane una sfida per la salute globale considerando che, dall’ultimo report dell’Oms, risultano oltre 280 milioni di casi nel 2024 con 610mila morti. L’Africa rimane l’area del mondo più colpita con con 11 paesi che rappresentano circa due terzi dei casi e dei decessi a livello globale: i bambini sotto i 5 anni sono il 76% di tutte le morti per malaria nella Regione. Nigeria Repubblica Democratica del Congo e Niger sono al primo posto di questa classifica negativa.

Il caso italiano è invece diverso. Fino alla metà del Novecento la malaria era endemica anche nella Penisola, soprattutto sulle coste, ma è stata eradicata ufficialmente nel 1970. Nonostante ciò ci sono ancora dei casi, seppur rari, come quello registrato in Puglia nel 2017 o in Veneto nel 2024.

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