Il presidente dell’Inps Tito Boeri torna alla carica contro i vitalizi agli ex parlamentari. “Sarebbe opportuno introdurre requisiti di accesso di tipo categorico o con prove dei mezzi (essere disoccupati o avere redditi al di sotto di una soglia), cosa che non ci risulta sia stata mai fatta”, ha detto rispondendo a una lettera di Gerardo Bianco, il presidente dell’Associazione ex parlamentari, in prima linea nel difendere i diritti acquisiti di chi è stato deputato o senatore. Non solo: “Sarebbe davvero molto gradito” se da parte degli ex parlamentari “venissero proposte tali da portare il livello dei vitalizi netti in linea con quanto versato durante la loro carriera”, ha detto l’economista, secondo il quale le rimostranze di Bianco sono “alquanto anacronistiche” e “non rendono un grande servizio all’immagine del Parlamento” alla luce “della situazione di disagio economico diffuso” nel Paese. Secondo i calcoli di Boeri, infatti, “gli ex deputati o ex senatori mediamente godono di incrementi molto significativi dei loro redditi dopo anche una sola legislatura da parlamentare rispetto alla loro condizione precedente”, mentre “per quasi tutti gli altri lavoratori la perdita di un lavoro comporta forti riduzioni dei propri redditi”.

A maggio, quando Boeri aveva promesso una “operazione di trasparenza” non solo sulle pensioni ma anche sui trattamenti previdenziali dei politici di professione, “in gran parte slegati dai contributi versati”, Bianco ha scritto ai presidenti di Camera e Senato Laura Boldrini e Pietro Grasso sostenendo che “indennità e vitalizi sono la garanzia per l’indipendenza del parlamentare anche nei confronti del governo” e che la loro tutela “è questione di semplice giustizia”. Nella missiva, Bianco chiedeva poi che nel valutarne l’ammontare – ben 236 milioni di euro all’anno – si tenesse conto “delle rivalutazioni del capitale versato” nel corso del mandato parlamentare “in rapporto agli interessi maturati”.

Il ragionamento non ha affatto convinto l’economista e cofondatore de lavoce.info, che anche la settimana scorsa, presentando la relazione annuale dell’Inps in Parlamento, ha ribadito come i vitalizi siano “stati sottratti alle riforme previdenziali degli ultimi 25 anni” e ha chiesto che ”Camera e Senato rendano pubbliche le regole che sono state alla base di vitalizi”, “oggi non disponibili, cosa che impedisce di svolgere delle comparazioni con il trattamento riservato altri pensionati”.