Cinquantatré gol in due sono un’infinita. Eppure non bastano a spiegare cosa rappresentarono Cristiano Lucarelli e Igor Protti per un livornese tra il 2003 e il 2004, la gioia e l’orgoglio che seppero dare a quel popolo. Ancor più che dalla valanga di reti che regalò agli amaranto la massima serie dopo 55 anni di mugugni, l’unicità della loro esperienza è data dalle corse allucinate sotto la curva e dagli scandalosi coiti con la maglia del cuore. La stagione successiva, quella del ritorno tra i grandi e delle bandane anti Silvio, Igor e Cristiano erano ancora assieme, per chiudere a petto gonfio un’avventura appassionante. Dieci anni dopo, mentre l’Unione Sportiva Livorno festeggia 100 anni di vita “balda e fiera”, i due si sono dati appuntamento non distante dall’Ardenza.

Gli scarpini sono al chiodo da qualche anno ormai e, quale che sia il dress code, la coppia si riforma a Ponte a Egola, frazione di San Miniato. Qui ha sede il Tuttocuoio, club che nel giro di sette anni è stata capace di passare alla Promozione toscana alla Lega Pro. Società prestigiosa e ironica visto che dal 2010, anno della vittoria nella Coppa Italia dilettanti, allo stadio locale campeggia la scritta Campioni d’Italia. Dopo i saluti all’artefice di quei successi, Massimiliano Alvini, la dirigenza ha bussato a casa Lucarelli. Per l’ex centravanti, allenatore dal 2012, è un ritorno alle origini: la sua carriera era iniziata a cinque chilometri da lì, al Cuoiopelli, altra squadra che tributa onore alle concerie che hanno fatto la fortuna di paesi e paesini posti lungo l’Arno.

Più sorprendente la scelta del nuovo direttore sportivo, ricaduta su Igor Protti. É la prima esperienza dietro la scrivania per l’uomo da 230 gol, che ha da poco conseguito il patentino e gestisce un fantastico resort dalle parti di Cecina. “Sono entusiasta della chiamata del Tuttocuoio, avevo voglia di mettermi in gioco – racconta Protti – Vado a lavorare in un posto di 4mila abitanti, che è stato in grado di conquistare la terza categoria nazionale senza rinunciare ai propri valori e all’importanza dei rapporti personali. Sono felice di poter lavorare ancora con Cristiano perché lo considero un ottimo allenatore, oltre che un amico. Tra noi c’è grande stima e conoscenza reciproca: i momenti irripetibili passati assieme hanno creato un legame solido, che non si è mai interrotto. Non potrà che essere di aiuto”.

Tutti ricordano le giocate straordinarie dei due, che per un paio di stagioni si sono completati come nessun altro duo di attacco. Una sintonia che era prima di tutto mentale e di approccio alla competizione. Ma fuori dal campo, dove razionalità e sangue freddo spesso sono la chiave di volta, funzionerà? “Se avere personalità significa essere sinceri, diretti, leali e sempre pronti al confronto, ben venga. Il rapporto tra me e Cristiano è sempre stato fondato su queste basi. Non ho mai sopportato chi finge di acconsentire e poi pugnala alle spalle, non sono il tipo che abbassa la testa se non condivide. Avere al mio fianco uno che la pensa allo stesso modo non può che essere motivo di crescita reciproca. In ogni caso tutto ciò che faremo, nel bene e nel male, sarà per la causa comune e non per egoismi personali”.

In un primo momento si era pensato che la coppia potesse rinascere proprio a Livorno, in caso di rottura del presidente Spinelli con l’attuale allenatore Christian Panucci. Invece sono arrivate le firme sul contratto con il Tuttocuoio. Che si tinge sempre più di amaranto: il capitano dei neroverdi è Corrado Colombo, che nel 2005 con la maglia del Livorno segnò la rete dell’ultima storica vittoria contro il Milan, mentre nello staff entra l’ex difensore Richard Vanigli. Lecito allora ipotizzare, vista la profonda amicizia di Protti e Lucarelli con numerosi membri della tifoseria labronica, che qualcuno stia già organizzando le gite per andare a sostenerli. “Non so se i ragazzi verranno a vederci, non mi stupirei se fosse così. Vado a fare ciò che amo in un altro contesto, ma sarò per sempre del Livorno. Lì ho vissuto una fase fondamentale della mia vita”.

Di certo non può rappresentare un problema la geografia, anche se c’è chi ha fatto notare che Ponte a Egola si trova in provincia di Pisa. “Mi sarei aspettato un simile appunto dal Vernacoliere – conclude Igor Protti, che lungo il Tirreno ancora è soprannominato capo degli ultrà – invece me lo sono ritrovato su un importante giornale nazionale. Non ha alcun senso, allora uno che ha giocato nel Pisa non può andare al Cecina perché ha targa Li. Una stupidata folle, che dice molto sul livello culturale che talvolta questo Paese raggiunge”.