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I numeri da star di Kvaratskhelia: perché il georgiano merita il Pallone d’Oro, ma (forse) non lo vincerà

Il 25enne quest'anno è il vero trascinatore del Psg arrivato alla finale di Champions: 10 gol e 6 assist in 15 partite europee. A giugno però guarderà i Mondiali da casa
I numeri da star di Kvaratskhelia: perché il georgiano merita il Pallone d’Oro, ma (forse) non lo vincerà
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Immarcabile e decisivo: Khvicha Kvaratskhelia ha messo la sua firma anche all’Allianz Arena contro il Bayern Monaco, (ri)portando il PSG in finale di Champions League, un anno dopo il successo contro l’Inter. Dopo la doppietta dell’andata, gli sono bastati appena tre minuti per scappare sulla sinistra, fornire l’assist a Dembélé e decidere il ritorno.

Archiviata la Ligue 1, la squadra di Luis Enrique punta a vincere di nuovo la Coppa dei Campioni. Se dodici mesi fa era il francese ex Barcellona a incantare, stavolta la scena è tutta per il georgiano, sempre umile. “Se non corro finisco in panchina”, ha raccontato col sorriso dopo la prestazione incredibile nella semifinale di ritorno. I numeri di “Kvaradona” in Europa sono impressionati e la domanda sorge spontanea: sarà lui il prossimo Pallone d’Oro?

I numeri di Kvaratskhelia

Il mondo di Kvaratskhelia si è ribaltato. Soltanto pochi mesi fa, il venticinquenne di Tbilisi era stato anche bersaglio de L’Equipe per una prima parte di stagione sottotono rispetto a quella precedente. In Francia si parlava anche di possibile cessione in estate, con Real Madrid e Arsenal alla finestra. Da quel momento, il georgiano ha cambiato marcia, a suo modo e con un cambio di passo fulmineo. Adesso, i numeri di Kvaratskhelia sono da Pallone d’Oro. Grazie all’assist per Dembélé, sono sette le partite consecutive in Champions League in cui Kvara ha segnato o fornito un assist (7 gol e 3 assist). Mai nessuno ci era riuscito prima nella storia della competizione.

Nella fase a eliminazione diretta, l’ex Napoli è a quota 10 tra reti e assist (in totale, 10 gol e 6 assist in 15 partite). Nella storia, soltanto quattro calciatori hanno fatto così bene in una singola stagione di Champions. Si tratta di Cristiano Ronaldo nel 2016/17 e nel 2013/14, Leo Messi nel 2011/12, Karim Benzema nel 2021/22 e Robert Lewandowski nel 2019/20. Cosa unisce queste quattro stelle? Tutti poi hanno vinto quella Champions League. Ma non finisce qui. In (quasi) tutti i casi elencati, quei calciatori hanno poi vinto il Pallone d’Oro. Lo ha fatto Cristiano Ronaldo nel 2014 e poi nel 2017. Ci è riuscito anche Benzema, sempre con il Real Madrid, nel 2022. Nel 2012, invece, Messi ha vinto il quarto Pallone d’Oro della sua carriera. L’unico a non averlo vinto è stato Lewandowski. Il polacco, che ha trascinato il Bayern Monaco al triplete nel 2019/20, era il favorito assoluto (e il vincitore annunciato), ma il Coronavirus ha scombussolato i piani, spingendo France Football a non assegnarlo in quell’edizione.

Il problema Mondiale

La corsa di Khvicha Kvaratskhelia verso il Pallone d’Oro, però, non è affatto in discesa. Il venticinquenne è soltanto uno dei pretendenti al premio. Molti bookmaker considerano ancora Ousmane Dembélé favorito. Nonostante non stiano vivendo una stagione memorabile come quella del georgiano, anche Kylian Mbappé (10%) e Lamine Yamal (10%) avrebbero maggiori possibilità di vincere il Pallone d’Oro. Perché?

Tutta colpa della Coppa del Mondo. Dembélé e Mbappé (oltre a Olise) con la Francia, ma anche Yamal con la Spagna, giocheranno i Mondiali nordamericani in squadre in lotta per la vittoria finale, mentre Kvaratskhelia dovrà guardarli da casa. Un problema per lui, che lo accomuna al suo idolo di sempre, Cristiano Ronaldo. Come per il portoghese, anche per lui la Nazionale è un piccolo “handicap” nella corsa al Pallone d’Oro. L’attaccante dell’Al Nassr, però, è riuscito a spuntarla nel 2014 e magari il georgiano si augura di poterlo emulare anche in questo caso, in una stagione – fin qui – da favola. Prima, però, c’è da vincere la finale di Champions. E Kvaradona sa come si fa, chiedere all’Inter. Sempre con l’umiltà che lo ha portato prima a vincere a Napoli, poi a conquistare l’Europa e il mondo con il PSG. E in futuro, chissà, anche il Pallone d’Oro. Mondiale permettendo.

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