Buzzi resta in carcere, Caprari, Pedetti e Scozzafava ai domiciliari. Impianto accusatorio confermato. Sono le decisioni prese dal tribunale del riesame di Roma sulle posizioni di 14 destinatari della seconda tranche di ordinanze di custodia per Mafia Capitale. Salvatore Buzzi, ras delle cooperative al centro dello scandalo che sta travolgendo l’amministrazione capitolina, rimane in cella mentre vanno ai domiciliari i consiglieri comunali Massimo Caprari, Pierpaolo Pedetti e l’ex dirigente comunale Angelo Scozzafava. Confermati i domiciliari per il consigliere capitolino Giordano Tredicine.

Il collegio presieduto da Bruno Azzolini ha parzialmente accolto anche le richieste di scarcerazione di Franco Figurelli, già dipendente della segreteria del presidente dell’Amministrazione comunale Mirko Coratti, Antonio Esposito, amministratore della cooperativa Cosma. Torna in libertà, ma con obbligo di presentazione, Mario Monge. Restano detenuti, in carcere, Claudio Caldarelli e Paolo Di Ninno ed ai domiciliari Guido Magrini, Stefano Bravo, Emanuela Bugitti e Alessandra Garrone, quest’ultima compagna di Buzzi. Gli inquirenti attendono ora le motivazioni dei giudici e poi valuteranno se impugnare a loro volta la decisione su qualche posizione, come quella di Scozzafava, al quale è contestata l’associazione per delinquere di stampo mafioso.

Anche il Copasir si occuperà della vicenda di Mafia capitale, con un ciclo di audizioni che serviranno per fare il punto sull’inchiesta. Lo ha deciso questa mattina il comitato di controllo sui servizi, dopo l’audizione di Marco Minniti, sottosegretario alla presidenza del consiglio con delega all’intelligence. Sulla figura dell’ex Nar Massimo Carminati, arrestato a dicembre, negli scorsi giorni era intervenuto il presidente del Pd, Matteo Orfini, sollecitando il Copasir ad intervenire, ritenendo “curioso che una figura come Carminati abbia potuto costruire un sistema criminale di tale entità”, senza che i servizi segreti “si siano accorti di cosa stava facendo una persona a loro evidentemente nota”.