Andrzej Duda ha vinto le elezioni presidenziali in Polonia, affermandosi nel ballottaggio sul presidente uscente Bronislaw Komorowski. Il 42enne candidato del partito della destra populista Legge e Giustizia aveva già vinto il primo turno il 10 maggio scorso. Komorowski, esponente del partito di centrodestra al governo, Piattaforma civica, ha riconosciuto la vittoria dell’avversario che ha ottenuto il 52% dei voti, contro il 48% del presidente uscente, eletto nel 2007. La vittoria del candidato euroscettico, secondo l’istituto Ipsos, è dovuta al voto di agricoltori, operai, disoccupati: Duda ha ricevuto il 66,4% dei voti fra gli agricoltori, il 61,9% fra gli operai, il 63,8% di studenti, il 62,4% di disoccupati, il 52,9% di pensionati. In suo favore ha votato il 60,8% di giovani sotto il 30 anni. Fra i laureati ha vinto il presidente uscente, con il 54,9% delle preferenze.

Festa nel quartier generale della formazione fondata dai gemelli Kaczynski che da dieci anni non assaporava una vittoria così significativa. “Possiamo cambiare la Polonia”, ha detto il vincitore ai suoi sostenitori che alzavano le dita in segno di vittoria, prima di auspicare una presidenza aperta e all’insegna dell’unità. “La democrazia vuol dire non solo che i verdetti elettorali vengono riconosciuti ma anche che vengono rispettati – ha detto invece Komorowski ai suoi sostenitori – porgo le mie congratulazioni al mio rivale”. Poi ha ringraziato chi lo ha votato con un auspicio: “Dipende solo da noi se dalla nostra sconfitta riusciremo a costruire la nostra vittoria”.

Le elezioni  sono state segnate anche da un episodio drammatico che ha portato al rinvio di un’ora e mezza della pubblicazione degli exit poll: una donna è morta in un seggio, in un comune del sud del Paese, proprio durante le operazioni di voto. Il decesso ha provocato il blocco della sede elettorale e la commissione nazionale polacca ha stabilito di prolungare appunto fino alle 22:30 il silenzio elettorale.

La differenza fra i due avversari, al primo turno delle elezioni, era stata minima: 34,76% per Duda contro 33,76% di Komorowski. Perciò ci si aspettava un testa a testa che avrebbe tenuto il Paese con il fiato sospeso forse fino a martedì. I due candidati rappresentavano due visioni della Polonia assai lontane. Per Komorowski gli ultimi 25 anni sono stati il momento migliore di due secoli della storia di Polonia, perciò “bisogna difendere la libertà” e continuare le riforme iniziate con l’integrazione europea e atlantica del paese. Per Duda invece “il Paese è in rovina” perciò ci vuole “una buona svolta” per ricostruirlo e questo suona come un campanello di allarme per la premier Ewa Kopacz, alleata di Komorowski, prima delle elezioni parlamentari di autunno.

Negli ultimi giorni della campagna elettorale lo scontro fra i due contendenti era diventato sempre più aspro, e che il clima fosse molto teso era stato evidente quando, durante un comizio a Torun, un uomo ha tentato di aggredire il presidente Komorowski, ed è stato fermato dai servizi di sicurezza. Sulle scelte degli elettori aveva avuto un certo impatto il primo dei due dibattiti televisivi di una settimana fa, che, seguito da un pubblico record di oltre 10 milioni di telespettatori, secondo i sondaggi aveva rivitalizzato le speranze del capo di stato uscente, fino ad allora in svantaggio. L’esito di stanotte però ha chiaramente detto che il Paese ha scelto “la grande svolta“.