Oggi, salvo imprevisti dell’ultima ora, Beppe Grillo entrerà nella tana del lupo a Piazzale Cadorna, sede delle Fnm. Dopo Mps, covo del vecchio Pd, ed Eni, feudo dei renziani, ora tocca alla Lega e a Forza Italia, che hanno espresso i vertici della società lombarda colpiti dalle inchieste del Fatto e affondati dall’azione della magistratura.
Il 18 maggio il Gip Sofia Fioretta ha disposto l’interdizione temporanea dai pubblici uffici per Norberto Achille, presidente per 17 anni della società quotata in borsa e controllata dalla Regione con il 57 per cento delle azioni. Oggi l’assemblea nominerà i nuovi vertici ratificando la scelta di Roberto Maroni per la presidenza: il suo attuale segretario generale in Regione, l’ex parlamentare leghista Andrea Gibelli. Intanto la Procura e i Carabinieri continuano le loro indagini. Al Fatto risultano alcune consulenze che meritano un approfondimento in assemblea.

L’avvocato: “Nessun contratto firmato”


Domenico Aiello, calabrese, 46 anni, è diventato famoso come l’avvocato di Roberto Maroni che si fida di lui. Il Governatore della Lombardia lo ha scelto pochi mesi fa per il consiglio di Expo tra mille polemiche. Ma anche l’ex presidente di Ferrovie Nord Milano Achille ha scelto Aiello per una consulenza del valore di decine di migliaia di euro. L’incarico pagato da Fnm, secondo quello che si dice in Procura a Milano, risale al 2014 e riguarda un procedimento penale che non vede Fnm indagata ma che coinvolge gli ex manager di una sua controllata: Sems.

Aiello dovrebbe seguire l’indagine su Kaleidos, la società di Massimo Vanzulli, ex amministratore di Sems, indagato nel procedimento. La consulenza dovrebbe essere ben presente all’avvocato Aiello. Non solo per l’importo ma anche perché il Fatto da settimane ha chiesto al suo amico Maroni di far dimettere il suo committente: Achille.
Mentre Maroni lo ha lasciato al suo posto. Eppure questa è la sorprendente risposta di Aiello al Fatto: “Non ho ricevuto alcuna consulenza. Me lo ricorderei. Al massimo potrei essere stato pagato per le spese legali come controparte di Fnm e non so nulla di questa Sems. Lei è male informato. Mi riservo di controllare nel mio studio lunedì (25 maggio ndr.) ma non ho firmato nessun contratto con Norberto Achille per una consulenza legale”. Oggi, 25 maggio, in assemblea il giallo sarà probabilmente risolto.

L’amico di Larussa e i soggiorni Hilton
Non solo Maroni e il partito guidato dal giovane Matteo Salvini ma anche Ignazio Larussa e il suo partito (FdI) guidato dalla giovane Giorgia Meloni, hanno evitato di chiedere le dimissioni di Achille. Eppure Larussa conosce bene Fnm visto che il vicepresidente della società, nominato in quota Pdl è il suo amico Salvatore Randazzo, originario di Paternò come l’ex ministro. Randazzo, 63 anni, professore alla Bocconi, socio di uno studio con sedi a Milano e a Roma, membro del collegio sindacale della Rai, usava la carta di credito di Fnm per pagare i suoi viaggi a Roma per migliaia di euro ogni anno. Randazzo non alloggiava in una bettola ma dominava Roma dall’hotel Hilton, a spese di Fnm. Le sue spese potrebbero però essere ‘inerenti’ e formalmente ineccepibili perché la sua delega di vicepresidente includeva anche “presidiare la sede di Roma, intrattenere rapporti istituzionali con Authority, Ministeri ecc..”.

Il direttore generale di allora, Giuseppe Biesuz, poi arrestato e condannato in primo grado per truffa e falso ai danni di Fnm, spiega al Fatto: “Non c’era alcun motivo di presidiare la sede di Roma. Quello non era un ufficio ma un appartamentino in piazza del Pantheon. Ci sono stato e ho visto divani senza scrivanie. Era usato dai manager quando andavano a Roma e ci lavorava una sola dipendente, Stefania Fois, che io mandai via. Poi passata all’Atac e il suo nome è uscito sui giornali nel 2010 perché era una fedelissima del deputato Fabio Rampelli”. I giornali scrivevano anche che era compagna di un altro parlamentare del Pdl, Marco Marsilio, oggi entrambi di Fratelli d’Italia.

I pranzi pagati al presidente
Nell’ordinanza di interdizione temporanea di Achille del 18 maggio scorso, su richiesta del pm Giovanni Polizzi che lo accusa di peculato e truffa, il nome del presidente uscente del Tribunale di Milano, Livia Pomodoro, è citato in un passaggio imbarazzante. Il Gip Fioretta riporta ampi stralci di una conversazione registrata da Andrea Franzoso, un funzionario dell’audit che ha raccontato ai carabinieri tutte le anomalie riscontrate nello svolgimento della sua funzione di controllore. La conversazione risale al 9 aprile scorso. Ci sono Achille, Franzoso e il collega dell’audit Luigi Nocerino con l’ingegnere Arnoldo Schoch, presidente dell’Organo di Vigilanza di Fnm. Quando gli contestano i pranzi effettuati nei giorni festivi (migliaia di euro talvolta pagati con carta e rimborsati per cassa, quindi pagati due volte) Norberto Achille, riassumono i Carabinieri, “precisa che poi lui lavora anche il sabato e la domenica e che a riguardo di ciò si è trovato a pagare cene e pranzi a Pomodoro, Grechi (Giuseppe, ex presidente della Corte di Appello, Ndr) e anche a diversi magistrati. Nocerino e Schoch – continua la sintesi del colloquio registrato – evidenziano il fatto che alcuni giorni sono risultati addirittura 5 pranzi in contemporanea”.

Il rapporto Pomodoro-Achille risale a molti anni fa. Fnm da anni finanzia l’associazione No’Hma Spazio Teatro. Su richiesta scritta di Livia Pomodoro, che ha lasciato a febbraio la presidenza del Tribunale, per esempio ha finanziato con 30 mila euro la stagione 2013-14. Il teatro è stato fondato da Teresa Pomodoro, scomparsa nel 2008, attrice e sorella gemella di Livia. Il magistrato ha portato avanti, come direttrice artistica questa bella iniziativa culturale e al Fatto, dice: “conosco da molti anni Achille. Me lo aveva presentato il presidente della Corte d’Appello Grechi. Sono rimasta stupita nel leggere i giornali in questi giorni. Non mi ricordo se sono stata ospite di Achille. Può essere. Non chiedo prima a chi mi invita a colazione: ‘scusi lei con quale carta di credito paga?’. Effettivamente ho chiesto a Fnm di contribuire alle attività del teatro che non fa pagare i biglietti. Fnm ci ha sostenuto come altre società e lo faceva anche quando c’era mia sorella. Non ci trovo nulla di male”.

I 20 mila euro all’azionista scomodo
Sempre nel 2013 Fnm affida e poi paga una consulenza da 20 mila euro al commercialista Francesco Rimbotti di Milano. Rimbotti è intervenuto più volte nelle assemblee di Fnm in qualità di piccolo azionista e spesso ha mosso critiche puntute al management. L’accordo di Achille con Rimbotti, con affidamento diretto è di maggio. Attenzione alle date. Rimbotti presenta nove domande dure agli amministratori di Fnm il 24 aprile 2013, un mese prima dell’assemblea dei soci. Poi Fnm scopre di avere bisogno delle sue prestazioni: arriva l’accordo per la consulenza e iniziano i pagamenti in suo favore. L’ultima rata è di aprile 2014. L’oggetto della consulenza sembra fatto apposta per far sorgere dubbi: ‘supporto professionale per miglioramento rapporti’. Chissà cosa vuol dire. Comunque all’assemblea Rimbotti vota a favore anche sulla remunerazione degli amministratori che criticava un mese prima nelle domande. Fnm in quel periodo paga anche somme più piccole ad altri azionisti. Chissà oggi cosa diranno in assemblea.

Da Il Fatto Quotidiano del 25 maggio 2015