Adesso si fa sul serio. Juventus-Real Madrid e niente derby italiano in Europa League. L’urna di Nyon sorride ancora una volta all’Italia. Per quanto possibile, perché arrivati in semifinale le squadre materasso erano davvero finite, e i bianconeri sfideranno Cristiano Ronaldo e Gareth Bale. I campioni in carica, non certo gli ultimi arrivati. Ma rispetto a Barcellona e Bayern Monaco, apparsi letteralmente imbattibili nei quarti di finale, è andata comunque bene. Discorso valido anche per l’Europa League: non ci sarà la sfida fratricida fra Napoli e Fiorentina, le possibilità di vedere una finale tutta italiana a Varsavia restano intatte. Anche se aumentano le chance dei partenopei, che pescano gli ucraini del Dnipro, e diminuiscono quelle dei viola, che se la vedranno contro un’altra squadra campione in carica, il Siviglia.

BarcellonaBayern Monaco è quasi una finale anticipata fra due squadre che, fin qui, sono parse realmente di un altro pianeta. Dall’altra parte del tabellone della Champions si ritrovano Juventus e Real Madrid (andata a Torino, ritorno al Bernabeu). Con reciproca soddisfazione, perché se è vero che a Torino speravano di evitare le due corazzate, in Spagna hanno fatto i salti di gioia per aver pescato i bianconeri, la preda più ambita del sorteggio. Alla Juve, comunque, il Real evoca piacevoli ricordi: l’ultima semifinale, nel 2003, fu giocata e vinta proprio contro i Galacticos. Anche più recentemente, al ritorno in Champions post Calciopoli, il Bernabeu fu terreno di conquista per i bianconeri. La tradizione, insomma, è positiva. La doppia sfida resta proibitiva perché sottovalutare una squadra che ha in rosa gente come Cristiano Ronaldo, Bale, Benzema e Rodriguez (campioni che in Italia non siamo più abituati a vedere da anni) sarebbe semplicemente folle. Ma la Juve ha il diritto e il dovere di provarci. Anche soltanto per dimostrare di non trovarsi per caso fra le migliori quattro del continente, dopo gli accoppiamenti fortunati della prima parte del torneo e la brutta prestazione contro il Monaco.

Almeno sulla carta, a sorridere è soprattutto il Napoli, che pesca l’avversario considerato più abbordabile. L’unica italiana che parte favorita per un posto in finale. In realtà il Dnipro fa vedere buone cose in Europa da almeno un paio di stagioni (da quando ad esempio nel 2012 rifilò un secco 3-1 proprio ai partenopei, allora allenati da Mazzarri). Adesso la squadra guidata da Miron Markovich si è spinta fino alle semifinali, confermando l’ottima tradizione in Europa League dell’Ucraina, che ha già vinto il trofeo nel 2009 con lo Shakhtar. Il segreto è la forte componente nazionale e la compattezza delle linee dei reparti, a cui si aggiunge il talento di Konoplyanka, nuova stella del calcio dell’est (già accostato alla Roma in sede di mercato). Hanno eliminato Brugge, Ajax e soprattutto l’Olympiakos che aveva fatto tremare la Juventus, non sono un avversario da sottovalutare. Ma il Napoli è superiore, e con una grande serata potrebbe ipotecare la qualificazione già al San Paolo.

È andata meno bene alla viola, che forse avrebbe preferito anche il derby rispetto al Siviglia. Gli spagnoli sono campioni in carica, e già solo per questo la squadra da battere. A livello di individualità, da tenere d’occhio Banega, argentino che sembra finalmente aver trovato la sua dimensione, e Carlos Bacca, bomber colombiano che rappresenterà uno dei pezzi pregiati del prossimo mercato. Soprattutto, però, gli spagnoli hanno l’esperienza e l’abitudine di giocare, e vincere, a certi livelli. Il palmares parla chiaro: tre Europa League conquistate negli ultimi nove anni (2006, 2007, 2014). Adesso puntano ad uno storico, secondo bis. Per la Fiorentina uscire indenne dal Sanchez Pizjuan sarà un’impresa: quest’anno nessuno ci è riuscito in Europa League, solo vittorie in casa per i biancorossi. Ma dovessero tenere aperta la qualificazione in Spagna (possibilmente segnando un gol), i viola avrebbero il (piccolo) vantaggio di giocarsi il ritorno in casa.

A prescindere dall’esito, è stato comunque un sorteggio importante per il nostro calcio. La Juve mancava in semifinale di Champions da dodici anni. Come da dodici anni non si vedevano tre squadre italiane fra le migliori quattro delle due coppe. Un risultato che potrebbe ancora migliorare (le speranze più concrete riguardano soprattutto l’Europa League) e invertire la tendenza negativa del ranking Uefa: per la prima volta dopo anni di magra, l’Italia chiuderà a giugno al primo o al secondo posto stagionale, scavando un margine molto rassicurante rispetto alle inseguitrici, e soprattutto cominciando a ricucire il gap dal terzo posto occupato dall’Inghilterra. Di questo passo tornare nell’elite del calcio europeo e riconquistare i quattro posti in Champions non è più un’utopia. Ma sono prospettive future. Adesso ci sono tre semifinali da giocare. Con il sogno possibile di una finale tutta italiana in Europa League. E quello proibito della Juventus. Che il Real dei Galacticos, però, l’ha già battuto una volta.

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