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Zazzaroni diventa testimone nell’inchiesta sugli arbitri: due ore di audizione in Procura

Il direttore del Corriere dello Sport chiamato dal pm Ascione. Nel pomeriggio il vertice con il procuratore Marcello Viola per fare il punto sul fascicolo
Zazzaroni diventa testimone nell’inchiesta sugli arbitri: due ore di audizione in Procura
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Dopo giorni di grande clamore, l’inchiesta sugli arbitri della Procura di Milano non sembra ancora essere entrata nel vivo. Nelle ultime settimane si sono susseguite una serie di audizioni negli uffici del pm Maurizio Ascione, titolare del fascicolo per frode sportiva che vede indagati l’ex designatore Gianluca Rocchi, il supervisore Var Andrea Gervasoni e altri tre fischietti. Oggi in Procura è stata la volta di Ivan Zazzaroni. Già, anche il giornalista, direttore del Corriere dello Sport e noto volto tv e opinionista, diventa testimone dell’inchiesta.

La sua audizione è durata un paio d’ore e sarebbe stata incentrata sempre sul tema delle sospette designazioni pilotate di arbitri “graditi” o “poco graditi” all’Inter, contestate a Rocchi. Zazzaroni ha scritto più articoli nell’ultimo periodo anche sull’Inter e sulla figura del presidente Giuseppe Marotta. La sua audizione, da quanto si è potuto capire, avrebbe riguardato sempre aspetti da chiarire e approfondire legati a due delle tre imputazioni contestate a Rocchi, anche sulla base di intercettazioni.

All’ex designatore viene imputato di avere, “in concorso con altre persone”, combinato o “schermato”, il 2 aprile 2025 a San Siro durante l’andata della semifinale di Coppa Italia Milan-Inter, la “designazione del direttore di gara” Daniele Doveri, mettendolo a dirigere la semifinale di ritorno per “assicurare” che non arbitrasse l’eventuale finale e il resto delle partite dell’Inter della scorsa stagione. Sempre al Meazza si sarebbe deciso che il “gradito” Andrea Colombo arbitrasse Bologna-Inter del 20 aprile successivo. Su questo argomento, pochi giorni fa, in Procura è stato ascoltato anche Giorgio Schenone, club referee manager dell’Inter, il quale non risulta indagato. Così come nessun altro dirigente di club.

Lunedì invece è stato sentito l’avvocato amministrativista Giancarlo Viglione, legale della Figc, responsabile delle Relazioni istituzionali e dell’Ufficio legislativo, il quale avrebbe offerto uno “spaccato importante” sulla questione delle cosiddette ‘bussate‘ alla sala Var nella scorsa stagione di campionato, per condizionare scelte arbitrali. Si tratta dell’altro filone dell’inchiesta sul mondo arbitrale. Nel pomeriggio, tra l’altro, in Procura si tiene un vertice proprio tra il pm Maurizio Ascione e il procuratore Marcello Viola, con gli investigatori della Gdf, per fare il punto sul fascicolo che gli inquirenti vorrebbero riuscire a definire prima della pausa estiva, dopo altre tornate di testimonianze e attività tecniche.

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