Abbassare il prezzo e aumentare l’autonomia. È questa la ricetta di Renault per dare una scossa alle vendite della Zoe, la piccola 100% elettrica che nelle previsioni iniziali avrebbe dovuto essere venduta in 150.000 unità all’anno ma che nella dura realtà solo lo scorso anno ha superato le 10.000. Prima dell’inizio dell’estate arriverà la versione aggiornata e i chilometri massimi percorribili con un pieno di corrente saliranno da 199 a 240, grazie a un nuovo motore elettrico più leggero ed efficiente, mentre il listino scenderà a meno dei 21.850 euro (affitto delle batterie escluse) che oggi occorrono per portarsene a casa una. Azzardiamo una previsione, il nuovo cartellino del prezzo reciterà 19.990 euro, una mossa che potrebbe abbassare la soglia psicologica dei potenziali acquirenti.

Sarà sufficiente a cambiare il destino della Zoe? Difficile dirlo, soprattutto in tutti quei Paesi che non seguono il buon esempio della Francia, dove ci sono circa 6.000 euro di incentivi che abbassano drasticamente il prezzo. Come ha detto Carlos Ghosn a Ginevra ad Automotive News Europe, l’ansia da autonomia è il problema principale da risolvere e finché l’Europa non sarà cosparsa da una rete di stazioni di ricarica, almeno paragonabili a quella per il rifornimento dei carburanti fossili, sarà difficile vedere un cambio di passo. Renault e Nissan (che fanno parte dello stesso gruppo) faranno il possibile, aumentando gradualmente l’autonomia della Zoe e della Leaf fino a 300 km, ma nessuno sa se sarà sufficiente. Anche perché bisogna tenere presente che si tratta sempre di valori massimi teorici, che non tengono conto dell’utilizzo del climatizzatore, dei fari e dello stile di guida.

In Europa oggi ci sono più di 50.000 punti di ricarica pubblici, di cui il 40% sono a ricarica rapida, il che vuol dire che con una sosta di soli 30 minuti si può portare la batteria a un livello energetico pari almeno all’80% del totale, in altre parole fare un bel pezzo di viaggio. Secondo Ghosn (nella foto sotto, alla presentazione della Zoe nel 2012) in massimo cinque anni la disponibilità di queste stazioni eguaglierà quella delle tradizionali aree dotate di benzina e gasolio. Tuttavia, il numero uno di Renault-Nissan dimentica che l’Europa non corre tutta alla stessa velocità. Per una Norvegia che immatricola il 30% delle vetture elettriche di tutto il Vecchio Continente, dove la Nissan Leaf ha addirittura battuto la Volkswagen Golf, c’è un’Italia che ha inaugurato la prima stazione “fast recharge” solo un paio di mesi fa, senza contare che quelle pubbliche “lente” sono pochissime e molto spesso inutilizzabili a causa del parcheggio selvaggio. Il 2015, peraltro, non ha evidenziato alcuna inversione di tendenza generale: in Europa nel primo bimestre sono state vendute 1.621 Zoe contro le 590 dei primi due mesi del 2014, ma le vendite della Leaf sono scese a 1.874 dalle 2.055 dello scorso anno. Nessuna scossa per adesso.

Renault Zoe Carlos Ghosn