“Le nostre radici affondano nel 1899, quando 380 persone più o meno disoccupate si sono messe insieme”. Roberto Casari, classe 1953, arrestato per corruzione nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti a Ischia (e già indagato per concorso esterno in associazione camorristica), ha sempre amato descrivere così la ‘sua’ Cpl Concordia, nata 116 anni fa per dare lavoro attraverso i cantieri di bonifica (Cooperativa Produzione Lavoro è la sua sigla) e diventata negli ultimi 20 anni un colosso industriale dell’energia con 1800 dipendenti e un fatturato di quasi 500 milioni di euro. Quando nel 1976 prende in mano le redini della coop di Concordia sulla Secchia, paese in provincia di Modena sconvolto dal sisma del 2012, il manager ha 22 anni. Nel 1970 prima era stato assunto come perito tecnico. Per lui, giunto dalla vicina Cavezzo (altro paese devastato dal terremoto) la scalata ai vertici Cpl è rapidissima: del resto in una cooperativa rossa allora anche gli ultimi possono arrivare al comando.

“Cpl è cresciuta con me – spiegava qualche settimana fa Casari in una intervista alla Gazzetta di Modena – perché allora eravamo 60-70 persone e siamo arrivati ai livelli importanti di una quindicina di anni fa”. E sì, perché il giovane manager guarda lontano: gli anni Settanta sono quelli dello shock petrolifero e in tutto il mondo la questione dell’energia, del risparmio energetico, del gas, comincia a essere cruciale. Dagli anni Ottanta poi Cpl comincia a interessarsi al Mezzogiorno e al suo bisogno di infrastrutture. Del resto per la metanizzazione ci sono i soldi del governo. La coop diventa inoltre una delle più importanti aziende nei settori del teleriscaldamento, della gestione calore, della cogenerazione e nella “odorizzazione”, ai fini della sicurezza del gas metano.

Nonostante faccia più affari lontano dalla via Emilia, Cpl è un fiore all’occhiello delle coop rosse emiliane aderenti a Legacoop. Una vera big. Quando compie cento anni, nel 1999, per festeggiarla arrivano come invitati addirittura Sergio Zavoli ed Enzo Biagi (solo per citare alcuni dei nomi più importanti). Negli ultimi anni prima di diventare ministro, alle assemblee soci Cpl è spesso presente anche Giuliano Poletti in persona, allora presidente nazionale di Legacoop e della Alleanza delle cooperative. Dal 2000 intanto è iniziata la internazionalizzazione: Romania, Argentina, Cina, Francia. Casari è sempre al timone: “La capacità di restare sempre all’avanguardia dal punto di vista tecnologico, di rinnovarsi, ha consentito a Cpl di stare sul mercato da protagonista e di farsi apprezzare dovunque”, spiega a chi gli chiede il segreto del successo. Il culmine arriva nel 2013 quando Cpl (tramite una sua partecipata statunitense) vince l’appalto per la manutenzione dell’Empire State Buildding di New York.

Nel 2011 il giovane perito industriale diventato manager viene insignito della carica di Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica dal presidente Giorgio Napolitano. Nel 2012, dopo essere stata colpita direttamente anche nei suoi stabilimenti dalle scosse del 20 e 29 maggio, la cooperativa è in prima fila per lavorare alla ricostruzione. Alla fine del 2014 per Casari arriva il momento della pensione: “Per me – spiega annunciando il suo addio alla presidenza – potrebbe prospettarsi un rapporto di collaborazione con l’azienda. Una nostra caratteristica, direi vincente, è stata quella di crescere sempre in casa le risorse umane e anche da questo punto di vista potrei forse continuare a dare un contributo all’azienda da collaboratore”.