I ribelli sciiti che hanno preso Sanaa che avanzano verso sud, appoggiati da forze fedeli all’ex presidente Ali Abdullah Saleh; il presidente Hadi in fuga (smentita dalle autorità governative) da Aden, la città del sud dove si era rifugiato dopo il colpo di Stato di Sanaa; il ministero degli Esteri che chiede un intervento armato dei Paesi arabi; l’Arabia Saudita che ammassa truppe al confine. In un turbinio di annunci e voci smentite, lo Yemen precipita ogni giorno di più nel caos.

La giornata si è aperta con la notizia, riferita dalla tv via satellite Al-Masirah gestita dai ribelli sciiti, della presa da parte dei ribelli della base aerea di Al Annad, a soli 60 chilometri da Aden, utilizzata dalle forze Usa negli attacchi con i droni e da quelle occidentali contro Al Qaeda nella penisola araba. Poco più tardi Al Jazeera, citando la stessa tv, spiegava che il presidente Abd Rabbo Mansur Hadi sarebbe fuggito dal palazzo presidenziale di Aden. La televisione ha aggiunto che le milizie sciite hanno catturato il ministro della Difesa di Hadi e diversi residenti hanno riferito che caccia delle forze leali al movimento sciita houthi hanno lanciato due attacchi aerei contro il palazzo. Il ministero della Difesa dello Yemen ha reso noto che i miliziani sciiti houthi hanno offerto una ricompensa di 20 milioni di riyal, pari a 93mila dollari, a chiunque permetterà l’arresto del presidente yemenita di Hadi.

Poche ore dopo, arrivava la smentita: Hadi è ancora a Aden, “in un luogo sicuro“, dopo essere stato costretto a lasciare la sua residenza mentre i ribelli sciiti continuano ad avanzare verso la città nel Sud del Paese, ha spiegato alla televisione Al Arabiya il ministro degli Esteri, Riad Yassin, tornando a chiedere un intervento “di Paesi arabi” per fermare l’avanzata degli Huthi, sostenuti dall’Iran. Funzionari yemeniti hanno raccontato che forze legate ai ribelli sciiti hanno conquistato l’aeroporto di Aden e che Hadi avrebbe lasciato il Paese a bordo di un’imbarcazione partita dalla città costiera.

Martedì Hadi aveva chiesto al Consiglio di Sicurezza dell’Onu di dare l’autorizzazione ad un intervento armato dei Paesi sunniti del Consiglio di Cooperazione del Golfo (Ccg), tra i quali l’Arabia Saudita, per fermare l’avanzata verso Sud degli Huthi, sostenuti dall’Iran, che controllano Sanaa dal settembre dell’anno scorso. “Abbiamo chiesto alla Lega araba un intervento militare e politico”, ha detto oggi il ministro Yassin annunciando che una riunione sullo Yemen si terrà domani a margine della ministeriale della Lega araba in programma a Sharm el Sheikh per preparare il vertice di questo fine settimana. “Abbiamo constatato che il segretario generale capisce la richiesta yemenita e in particolare che la crisi in Yemen è grave”, ha sostenuto Yassin, notando che il paese “ha bisogno di un intervento urgente e rapido di tutti i paesi arabi”.

Intanto alcuni media arabi parlano di una concentrazione di truppe e di mezzi militari dell’Arabia Saudita lungo il confine con lo Yemen. Proprio dalla zona di frontiera con l’Arabia Saudita, nel Nord del Paese, sono originari gli Huthi, che scendendo da questa regione si sono impadroniti di Sanaa nel settembre dell’anno scorso.