“Salvini ha scelto una linea dittatoriale di governo della Lega Nord e se ne assume la responsabilità”. Lo ha detto Flavio Tosi, che, nel corso di una conferenza stampa a Verona, si è detto convinto che al leader del Carroccio “andava bene arrivare a questa conclusione”. Salvini aveva ufficializzato l’espulsione di Tosi dal partito nella serata del 10 marzo. “Visto che le decisioni le ha prese il segretario federale, la delusione sui comportamenti anche umani è nei confronti del segretario federale”. Sulla candidatura alle regionali in Veneto contro Zaia, Tosi prende tempo: “Adesso la botta è troppo recente”, ma “entro un paio di giorni rifletto sul da farsi”. E ricorda che “la candidatura di Luca Zaia non era mai stata messa in discussione”, la questione è nata quando è stata commissariata la Liga veneta. Anche il governatore del Veneto interviene sul caso Tosi, ai microfoni di Radio Padania: “Per noi è una pagina dolorosa, ringrazio Matteo perché ha saputo gestire nel migliore dei modi”. E riconosce la volontà da parte del segretario federale della Lega Nord di trovare una soluzione. “L’epilogo negativo non c’è stato per vicende regionali, ma perché Tosi ha deciso di lasciare la Lega e non la sua fondazione. Ma ha ragione Matteo, nel tempo la sua fondazione è diventato un soggetto politico”. 

Secondo Tosi “non si pone un’incompatibilità con l’appartenenza ad una fondazione che non è un partito politico e che appunto è stata invece usata come abili per eliminarmi”. “Salvini – ha aggiunto Tosi – è stato sleale e scorretto e ha trovato la scusa della Fondazione per agire sulla Liga veneta che non accetta di essere soffocata da Milano. Non capisco perché non ci poteva essere una lista Tosi a supporto di Zaia, non sono un appestato”. Dopo la sua “defenestrazione”, racconta, Tosi ha ricevuto in tre ore circa 600 messaggi di solidarietà. “Ne ho letti quasi la metà – ha detto il sindaco – e magari questa sera con calma leggerò gli altri. Perché io sono uno che risponde a tutti”. La mail che gli ha dato più dispiacere, invece, è stata quella di Salvini che decretava la cancellazione delle liste in Veneto. “Mi è arrivata ieri sera alle 22.18 – ha detto – poco dopo la trasmissione a cui ho partecipato e dalla quale avevo lanciato una ultima proposta di accordo. Inutilmente”.

Da parte sua Salvini non replica. “Non rispondo – scandisce – a chi insulta”. Dopo l’espulsione, infatti, Tosi gli aveva dato, tra l’altro, del Caino. Di solito queste accuse gliele fanno, ha detto, “Renzi e Alfano” e per quanto accaduto in Veneto, ha aggiunto, “non stiamo a piangerci addosso”.