“Su Rai e reddito di cittadinanza dialoghiamo con tutti, anche col Pd. Ma ci deve essere onestà intellettuale”. Beppe Grillo, in un’intervista al Corriere della Sera, apre a un tavolo con i dem sui due fronti all’indomani della presentazione della proposta di legge M5S sulla riforma del servizio pubblicoa pochi giorni dall’apertura di Matteo Renzi al confronto col Movimento. Una posizione che trova d’accordo anche il vicepresidente della Camera M5s Luigi Di Maio, convinto che “l’importante è stare in Parlamento e trovare una proposta di mediazione valida”. Ma l’intervista al quotidiano di Via Solferino affronta anche altri temi, dalle regionali – dove il comico spiega che non andrà più in tour “come prima” – alla rimozione del divieto per i suoi di partecipare ai talk show: “Può essere che forse abbia sbagliato io”.

Civati: “Se è così, è una buona giornata per la politica” – Tutte considerazioni che spingono l’esponente della minoranza dem Pippo Civati a dichiararsi “soddisfatto dell’intervista”, che “si concentra su argomenti comprensibili cambiando anche un po’ l’atteggiamento”. Si dice anche “d’accordo sul reddito di cittadinanza, sull’incalzare l’esecutivo e sul modo in cui Grillo si predispone al dialogo con noi. Se è così – prosegue – è una buona giornata per la politica italiana“. 

Per il deputato democratico “se Grillo fosse sempre stato così sarebbe stata un’altra storia” e parlando nella conferenza stampa dove ha presentato la proposta di legge di riforma del servizio pubblico radiotelevisivo ‘Rai Bene Comune‘ insieme agli altri firmatari di Sel – Nicola Fratoianni, Arturo Scotto, Annalisa Pannarale e Luca Pastorino – e Sandra Zampa (Pd), ha chiarito:  “La nostra proposta è un messaggio al M5S e a tutti quelli che vogliono discutere e anche un invito a prendere le distanze da altre pratiche politiche, magari al grido di fuori la politica dalla Rai. Ma anche fuori il governo dalla Rai, dico io. Discutiamo, facciamo bene più che facciamo presto, partendo dal Parlamento e puntando su un percorso comune di forze diverse”.

Vendola: “Nuova maggioranza è possibile” – Disponibile all’apertura di Grillo anche il leader di Sel Nichi Vendola che su Twitter scrive: “Vogliamo la #Rai dei cittadini e non dei partiti o del governo? Vogliamo come in tutta Europa il reddito minimo che può essere una delle risposte contro la povertà e contro i ricatti? In Parlamento c’è una maggioranza possibile. Facciamolo. Ora”. Fratoianni ha inoltre annunciato che la proposta Sel-Civati – che prevede tra l’altro la nascita di un Consiglio di garanzia a 21 membri di cui “solo sei di nomina politica”, la riforma del canone che viene definito secondo criteri di progressività, la nomina del Cda secondo i principi di “evidenza pubblica”, l’abolizione della commissione di Vigilanza Rai –  sarà consegnata oggi in Vigilanza “a Fico e Airola perché possa diventare subito terreno di confronto” in modo che, insieme al testo M5s, offra “la possibilità per una discussione aperta, nel merito, che non sottragga al Parlamento un argomento così importante”.

Speranza: “E’ un cambio di passo” – Anche per il capogruppo dem alla Camera Roberto Speranza le parole di Grillo segnano un cambio di passo: “Se l’intervista di oggi è una vera inversione di linea – dice – e le parole del leader cinque stelle non sono mera propaganda, credo che il Pd debba essere pronto a confrontarsi nel merito delle questioni. Senza pregiudizi”. E anche il deputato del Partito democratico e segretario della commissione di Vigilanza Rai Michele Anzaldi scrive: “Il sogno dei partiti fuori dalla Rai sempre più a portata di mano. Apertura di Beppe Grillo sul Corriere spiana strada a dialogo Pd-M5s”.

Nel pomeriggio però, il leader M5s ha risposto a Speranza dal suo blog per chiarire che “non c’è nessuna inversione di linea” e che il Movimento “ha sempre accolto suggerimenti e miglioramenti sulle proprie proposte in Parlamento che però è stato espropriato dal governo Renzie della sua centralità con una raffica di decreti legge“. Quindi Grillo auspica “un dibattito parlamentare pubblico e aperto sia sulla Rai che sul reddito di cittadinanza“. E conclude: “Forse è il pd che deve cambiare rotta, dritto verso la democrazia!”.

Reddito di cittadinanza – Secondo Grillo, per finanziare il reddito di cittadinanza i 15,5 miliardi di euro necessari possono essere reperiti da fondi destinati agli armamenti, proventi del gioco d’azzardo e ritocco dell’otto per mille, a cui si aggiungono “le persone che hanno 2-3 milioni di euro di reddito […] se gli prendi lo 0,5-l’1% a questo scopo non credo che siano contrari”. Un obiettivo da raggiungere aprendo al Pd alla Cei, visto che anche “Papa Francesco sarà sulla nostra lunghezza d’onda”. E siccome “la povertà va affrontata come una malattia, non come un reato”, Grillo pensa a delle convergenze con l’idea del reddito minimo “finanziato dalla fiscalità generale” avanzata dal presidente dell’Inps Tito Boeri. “Se ci sono proposte – prosegue – siamo aperti a qualsiasi discussione. Noi il reddito di cittadinanza vogliamo farlo e vogliamo che sia chiaro che il merito è del M5s“.

Il Movimento ha depositato un ddl a proposito, che ora si trova in discussione in Commissione Lavoro al Senato, dopo avere ricevuto il via libera per le coperture da entrambe le commissioni Bilancio. “È destinato a chi perde il lavoro, a chi non lo raggiunge. Sono 780 euro al mese, ma varia a seconda del numero dei componenti familiari” e “chi ne usufruisce segue un percorso con lo Stato. Gli si offrono due-tre lavori, se non li accetta, perde il reddito”. Che, inoltre, diventa il perno per un cambiamento “per il rapporto con lo Stato, i sindacati e le imprese“, oltre a un paracadute contro gli effetti della riforma del lavoro voluta da Renzi. “Un conto è che puoi licenziare con il Jobs Act che si abbatte come una scure con alle spalle il reddito di cittadinanza, un altro conto senza”.

Riforma Rai – Per segnare il cambiamento nel servizio pubblico, Grillo ritiene prioritario liberarlo dai partiti. E ricorda il suo stupore nel constatare che Ei Towers – società di cui Mediaset ha il controllo e che punta a comprare la rete pubblica dei ripetitori, ovvero RaiWay – “abbia una struttura congegnata esattamente come RaiWay. Non un caso: è scandaloso, vuol dire che era già tutto preparato”. Il Movimento nei giorni scorsi ha anche presentato il suo ddl per riformare la Rai e il 3 marzo aveva già anticipato l’intenzione di dialogare “a oltranza” col Pd.

“Divieto di partecipare ai talk? Forse ho sbagliato io” – Oltre al dialogo sul reddito di cittadinanza e sulla riforma della RaiGrillo apre anche alla partecipazione dei suoi ai talk show. “Sono sempre contrario – precisa – ma ognuno è libero di scegliere il da farsi”, visto che c’è “una fetta di elettorato che si informa con i canali tradizionali”. Sul suo divieto perentorio di partecipazione, fissato anche nel decalogo M5s ammette: “Può essere che forse abbia sbagliato io”, sottolineando come oggi abbia “dei sostituti meravigliosi”. Grillo parla anche delle elezioni regionali, specifica che non sarà più presente come nei tour precedenti (“resteremo sotto il paco, staremo a contatto con la gente […] Il Movimento non è una cosa che possiamo gestire solo io e Casaleggio, siamo cresciuti, abbiamo altri numeri) e conclude: “Le piazze non funzionano più”.

Indispensabile per il leader M5s trovare una mediazione con altre parti politiche e fare in modo che nessuno “rimanga indietro” per arginare l’avanzata delle destre. E sulla crescita di consensi per la Lega, aumentati anche dopo la manifestazione di Roma, si limita a dire: “E’ stata al governo, è artefice del patto di Dublino e ha investito fondi in Tanzania. La gente è confusa, andiamo sul palco e diciamo tutti la stessa cosa, ma noi abbiamo sempre fatto le cose che abbiamo detto”.

Di Maio: “Trovare una proposta di mediazione valida” – Il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio, oltre a ribadire la necessità di trovare una mediazione in Parlamento, sottolinea che “discutere di premi di lista e di riforme costituzionali non è una priorità per i cittadini”. “Continueremo l’ostruzionismo sulle cose cattive ma su quelle giuste no – ha aggiunto -. L’approvazione del ddl sugli ecoreati (approvato al Senato e che torna all’esame della Camera in terza lettura, ndr) è l’esempio del fatto che sulle cose giuste noi siamo disponibili”.

Sergio MattarellaPositivi per Grillo i giudizi sul neo presidente della Repubblica, anche alla luce del recente incontro: “Mi è sembrato una persona gentile, sensibile ai temi del Movimento, dalla lotta alla corruzione alla mafia – che ormai è cambiata, è diventata quasi a norma di legge, 2.0 – al reddito di cittadinanza, su cui sembrava molto d’accordo. Abbiamo speso tempo per far capire al Presidente che non sono come mi descrivono, quello che urla, e credo sia rimasto piacevolmente sorpreso. È già un buon inizio. Lui ovviamente deve essere al di sopra delle parti, mi sembra un garante della Costituzione molto preparato, anche se non sta a me giudicare”.