“Se c’è un argomento su cui ascolterei volentieri Beppe Grillo è proprio la Rai”. Il mai trovato punto di incontro tra Matteo Renzi e il leader del Movimento 5 stelle si trova sulla riforma del servizio pubblico televisivo. “Molto interessante l’apertura di Grillo, non dimentico che lui dalla Rai fu cacciato”, ha commentato il presidente del Consiglio. Dall’offerta di Mediaset per Rai Way al via libera del cda al riordino dei telegiornali fino alla riforma invocata da Renzi. Mentre gli occhi sono tutti puntati sul governo, il Movimento 5 Stelle si è presentato da Sergio Mattarella con 12 proposte e tra queste anche un intervento sulla tv pubblica. “È necessaria”, si leggeva nel testo, “un’accelerazione della riforma dell’informazione della Rai che eviti sprechi e duplicazioni e promuova sinergie tra le testate giornalistiche, rafforzando oggettività, imparzialità, completezza e lealtà dell’informazione ed evitando ingerenze dei partiti”.

L’obiettivo, secondo il documento presentato da Grillo e Casaleggio, è “procedere ad un progetto di riposizionamento dell’offerta informativa della Rai nel nuovo mercato digitale e assicurare un rafforzamento dei principi di oggettività, imparzialità, completezza e lealtà dell’informazione che devono connotare il servizio pubblico evitando ingerenze dei partiti”. E ancora: “Vanno introdotte per la nomina dei direttori delle testate giornalistiche procedure trasparenti che prevedano la pubblicazione sul sito dell’azienda di un avviso pubblico rivolto sia ai propri dipendenti sia a professionisti esterni alla Rai”. Letto tutto questo, da Renzi arriva una dichiarazione esplicita di apprezzamento.

Prove di dialogo, insomma. Ma saranno i contenuti della riforma di Renzi a decidere eventuali alleanze. “Nel caso della governance – avverte il presidente della Vigilanza Roberto Fico (M5S) – l’obiettivo comune deve, però, essere chiaro: rendere la Rai indipendente dal potere partitico e governativo”. A fare la differenza saranno i criteri di nomina del cda e del futuro amministratore delegato e quali saranno i poteri del governo. Un punto che il premier dovrebbe definire nei prossimi giorni. Il testo del disegno di legge, che punta alla nascita di un consiglio di sorveglianza che elegge un cda di cinque membri, dovrebbe essere breve, anche per favorire un percorso parlamentare il più spedito possibile che porti a luglio al rinnovo dei vertici.