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Pd-M5s, Speranza dice no alle primarie. E lancia l’idea: “Il candidato premier sia simbolico, un 18enne o un partigiano”

L'ex ministro della Salute è contrarissimo ai gazebo: "Vedo il rischio di un clamoroso autogol". E propone una soluzione inedita per evitare lo scontro Conte-Schlein
Pd-M5s, Speranza dice no alle primarie. E lancia l’idea: “Il candidato premier sia simbolico, un 18enne o un partigiano”
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Le primarie del centrosinistra “sono un errore politico e vanno evitate“. E come si individua il candidato premier? “Basterebbe fare una scelta simbolica, come un neo-diciottenne o un anziano partigiano“. L’inedita proposta arriva da Roberto Speranza, che in un’intervista al Corriere della sera si dice contrarissimo ai gazebo per decidere chi guiderà il “campo largo” tra il presidente M5s Giuseppe Conte e la segretaria del Pd Elly Schlein. “Vedo il rischio di un clamoroso autogol”, dice il deputato dem ed ex ministro della Salute, pronosticando una campagna “durissima e divisiva”: “Dobbiamo chiederci cosa accadrà tra gli elettori della forza il cui leader non vincerà le primarie. C’è un rischio oggettivo di ridurre il livello di mobilitazione in vista delle elezioni”, avverte.

Ma la soluzione, per lui, non può essere il “papa straniero”, come la sindaca di Genova Silvia Salis: “Non vedo né i tempi, né lo spazio e considero del tutto legittimo che i leader dei principali partiti ambiscano a guidare il progetto”, spiega. Da qui l’idea della candidatura “simbolica” per aggirare l’obbligo di indicare il candidato presidente del Consiglio, previsto dalla nuova legge elettorale in via di approvazione. “Quella previsione è stata pesantemente criticata da tutte le opposizioni, oltre che da numerosi costituzionalisti, perchè considerata un anticipo di premierato. Già questo dovrebbe indurci a non assecondare il disegno della destra”, esorta Speranza.

A rispondergli dal M5s, interpellato dall’agenzia AdnKronos, è Stefano Patuanelli, ex capogruppo pentastellato al Senato e già ministro nei governi Draghi e Conte II. “Ribadisco quello che dico da settimane: se le primarie vengono gestite in modo corretto, come tra l’altro stiamo facendo, diventano un momento di grande coinvolgimento delle nostre comunità”, afferma. E sull’ipotesi che il vincitore possa allontanare l’elettorato del perdente minimizza: “Potrebbe valere in qualsiasi frangente. Onestamente non vedo un’alternativa alle primarie”, taglia corto.

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