Dal corso di animazione del Centro Sperimentale di Cinematografia a Torino alla nomination per gli Oscar 2015. Capita ai tre italiani Giovanna Ferrari, Alfredo Cassano e Alessandra Sorrentino diplomati al CSC tra il 2002 e il 2005, oggi nel team tecnico di produzione del film Song of the Sea, diretto dagli irlandesi Tomm Moore e Paul Young.

“Tomm (si scrive così, ndr) se lo merita e di questa nomination per il film vado molto fiera, è raro che un prodotto europeo girato con un piccolo budget tra i 6 e i 7 milioni di euro finisca agli Oscar”, spiega Giovanna Ferrari da Parigi dove si è trasferita da diversi anni. Lei ha lavorato direttamente nel reparto animazione creando circa otto minuti di film,  disegnando a mano su computer ogni singolo movimento della bambina protagonista.

“È raro che un prodotto europeo girato con un piccolo budget tra i 6 e i 7 milioni di euro finisca agli Oscar”

“Fotogramma per fotogramma fanno 8-9 mesi di lavoro” – spiega al fattoquotidiano.it la 35enne bolognese che da ragazzina liceale cantava in una band – “è stato un lavoro durissimo, ma è già dal 2005 quando mi sono diplomata a Torino che lavoro in diverse produzioni europee, oltre ad aver presentato il mio corto Mattia va al mare al Festival di Annecy. Un giorno ho sentito che dalla Cartoon Saloon di Moore stavano cercando tecnici d’animazione. Mi sono presentata e poco dopo sono entrata nel loro team per il film”.

La suggestiva sinossi di Song of the sea la racconta Alessandra Sorrentino, 32 anni, moglie dell’altro animatore italiano del gruppo irlandese, Alfredo Cassano (38): “La storia si basa sulla leggenda irlandese delle Selkie, esseri mitologici metà donna e metà foca, animali sacri che custodiscono le anime dei morti in mare. I protagonisti sono due bimbi in vacanza dalla nonna su un isolotto vicino a Dublino. Non voglio spoilerare troppo ma la bimba protagonista ha molti più legami con il mondo fatato delle selkie di qualsiasi altro bimbo normale”.

Il 22 febbraio Song of the sea si contenderà la statuetta con mega produzioni come Big Hero 6, The Boxtrolls e Dragon Trainer 2

Alessandra ha lavorato sia all’animazione del film che allo storyboard (materia di un corso specifico al CSC torinese ndr): “Nove minuti in tutto, settimane e settimane di lavoro. Inoltre con Alfredo abbiamo animato i personaggi della sequenza d’apertura del film”. Insomma, quando il 22 febbraio Song of the sea per contendersi la preziosa statuetta dell’Academy si scontrerà con mega produzioni come Big Hero 6, The Boxtrolls e Dragon Trainer 2, andrà ricordato che un bel pezzo di cervelli italiani (in fuga) ha realizzato concretamente il film: “In Italia il mercato ha molti talenti, ma è fermo da anni. Sui canali tv italiani si seguono gusti di dirigenti avanti in età e non si innova mai il prodotto”, spiega Cassano.

“La cultura per il cinema d’animazione e per il cinema tout court in Italia? Un incubo”, aggiunge Ferrari. “Tra leggi in materia economica che affossano chi lavora in proprio e la mancanza di proposte cinematografiche alternative il mio paese è diventato un mortorio”. “Io e mio marito lavoriamo spesso all’estero ma viviamo a Torino e quando diciamo agli amici italiani che facciamo gli “animatori” spesso ci guardano felici e ci dicono ‘Ah! con la Valtur! Gli dobbiamo spiegare che non è un passatempo ma una professione. E dire che noi abbiamo fatto il CSC di Torino: una scuola serissima, dove ci hanno spremuto giorno per giorno e preparato molto bene per questo lavoro”, chiosa Sorrentino. Ora non resta che attendere il magico momento della busta da aprire con dentro il nome del vincitore. Tomm Moore, tra l’altro, è già stato candidato nel 2009 con The secret of kells. “Da venerdì 20 febbraio noi saremo a Los Angeles – concludono Cassano e Sorrentino – non possiamo entrare al Dolby Theatre, ma lì vicino ogni produzione tra cui Cartoon Saloon fa un party per festeggiare. Speriamo di farcela”.