In Messico a settembre, nello Stato di Guerrero, erano scomparsi 43 studenti. Che, allo stato attuale, sono ancora tutti “desaparecidos“. Nessuna traccia dei giovani, che secondo la procura sono stati uccisi da sicari del gruppo narco Guerreros Unidos, ai quali sono stati consegnati dalla polizia municipale di Iguala su ordine del sindaco locale.

Un caso che potrebbe presto arrivare a una svolta: in un forno crematorio abbandonato di Acapulco, a 200 chilometri da dove avvenne il rapimento, sono stati trovati 61 cadaveri. Alcuni di loro appartengono a donne e adolescenti. Secondo quanto riferito dal quotidiano El Sur de Acapulco, non è chiaro se si tratti di persone decedute che dovevano essere cremate o se siano vittime della criminalità organizzata. La macabra scoperta è stata fatta la scorsa notte dopo una denuncia da parte dei vicini per gli sgradevoli odori provenienti dall’edificio, situato in un sobborgo della parte orientale della città.

Dopo aver sfondato la porta, le autorità accorse sul posto hanno trovato i corpi. Alcuni erano vestiti, altri avvolti in lenzuola bianche, altri ancora erano ricoperti di calce. Le condizioni dei cadaveri, almeno quattro appartenevano a donne, erano diverse: alcuni sembrava fossero lì da mesi ed erano in uno stato apparente di mummificazione causata dalla calce mentre altri erano in avanzato stato di decomposizione. Sono state anche ritrovate membra umane, braccia e gambe.

Secondo quanto riferito dai residenti, il crematorio Cremaciones El Pacifico, un edificio di un solo piano, era abbandonato da diverso tempo, almeno dal 2009, anno in cui, secondo i dati forniti da Telefonos de Mexico, il telefono ha smesso di funzionare. Il servizio di medicina legale della città ha provveduto a portare via i corpi e i due proprietari del crematorio sono stati arrestati.

In un momento di grande difficoltà per il presidente Peña Nieto, il Messico deve quindi da oggi fare i conti con le due tragedie, Iguala e, appunto, Acapulco, la più nota delle località turistiche della costa pacifica messicana, ma ormai da tempo terra di narcos, uccisioni e violenza. Secondo la testimonianza di alcune delle persone arrestate nell’inchiesta sugli studenti, i ragazzi sono stati uccisi e i loro corpi bruciati e abbandonati vicino ad Iguala.

Il 5 febbraio migliaia di persone hanno dato vita ad una protesta per l’ennesima volta lungo l’autostrada tra Acapulco e Città del Messico, contestando le versioni ufficiali del governo sul caso Iguala. Del quale si è d’altra parte parlato anche presso l’Europarlamento di Bruxelles, dove alcuni dei genitori dei ragazzi ‘desaparecidos’ hanno chiesto al governi “giustizia. Vogliamo ritrovare – hanno sostenuto – i nostri figli”.