Soltanto dieci voti contrari (del centrodestra) e un astenuto (del Pd) per l’istituzione di un registro delle unioni civili, che ha ricevuto il via libera dal consiglio comunale di Roma ed è stata approvata con 32 voti favorevoli (quelli di Pd e M5s). Un risultato che, commenta il sindaco Ignazio Marino, è sinonimo di progresso per la Capitale: “Finalmente anche Roma si dota di un registro delle unioni civili – ha dichiarato – E’ un risultato atteso da tempo, che pone Roma sempre più in prima linea sul fronte dei diritti degli individui e del riconoscimento dei legami affettivi stabili. La Capitale dà il segnale che, in questa città, l’amore è uguale per tutti”. Ad astenersi è stata la dem Daniela Tiburzi, mentre il capogruppo della Lista Marchini, Alessandro Onorato, non si è presentato alla votazione.

Il documento approvato dall’Assemblea capitolina porta la firma dei consiglieri Imma Battaglia (Sel), Riccardo Magi (Lista Marino), Virginia Raggi (M5S), Svetlana Celli (Lista Marino) e Massimo Caprari (Centro Democratico). “Abbiamo approvato una serie di emendamenti – ha spiegato Battaglia -: tra questi uno che prevede che per accedere ai servizi e alle graduatorie la coppia deve avere almeno un anno di convivenza; uno di opposizione che stabilisce che le coppie extracomunitarie debbano avere regolare permesso di soggiorno per iscriversi al registro”.

“La cosa più importante e che Roma affermi ancora una volta di essere una città aperta, dove non esistono odiose differenze – ha continuato Marino dopo l’esito della votazione – Ci aspettiamo che il prossimo passo arrivi da una legge nazionale che, così come affermato autorevolmente dal presidente del Consiglio Matteo Renzi, sarà votata entro i primi mesi del 2015″. Il sindaco di Roma ha poi manifestato la propria soddisfazione per la scelta della Capitale di allinearsi a molte città europee e occidentali: “Questo passo importante non solo rappresenta un atto di civiltà e di rispetto delle persone – ha detto – ma ci allinea al resto del mondo occidentale, in linea con i principali Paesi europei con cui condividiamo la nostra storia politica e culturale”.

Contrari all’approvazione, invece, gli esponenti del centrodestra. “Sono mesi che per le Unioni civili infrange la legge – ha commentato Gianni Sammarco, deputato e coordinatore di Roma di Ncd -, si fa beffe del Prefetto e del Ministro degli Interni, costringe l’Assemblea Capitolina a perdere tempo prezioso con il risultato che la montagna ha partorito il topolino di una delibera priva di alcun valore”.

Dure critiche al primo cittadino romano arrivano anche dal vicepresidente del Senato, Maurizio Gasparri, che sostiene l’illegalità della delibera comunale: “Marino sfrutta le persone illudendole – ha dichiarato -, quando sa bene che in Italia gli unici matrimoni riconosciuti sono tra un uomo e una donna. Dovrebbe vergognarsi di quello che ha fatto”. L’esponente di Foza Italia ha aggiunto che “il registro delle unioni civili non ha alcun valore giuridico ed è solo un’autentica provocazione“. Poi accusa Marino di avere “già violato la legge registrando alcuni mesi fa delle unioni omosessuali fatte all’estero. Ora – conclude – nel tentativo di accaparrarsi i favori della sinistra, fa approvare un registro che per lo Stato italiano è carta straccia”.