Il procuratore federale Alberto Nisman, che stava indagando sulla presidenta argentina Cristina Kirchner, è stato trovato morto nel suo appartamento di Buenos Aires, proprio nel giorno in cui avrebbe dovuto riferire in Parlamento sulle accuse alla presidente della Nazione. Il corpo senza vita è stato trovato dalla madre del procuratore nel bagno, in un edificio protetto dalla sicurezza privata nell’esclusivo quartiere di Puerto Madero. Il pm che si occupa del caso, Viviana Fein, ha confermato che nella casa di Nisman è stata trovata una pistola calibro 22, ma ha chiesto prudenza e cautela, dopo che i media argentini avevano ipotizzato il suicidio del procuratore 51enne con un colpo sparato alla testa.

L’accusa che Nisman aveva mosso alla Kirchner era quella di aver insabbiato il coinvolgimento dell’Iran nell’attentato contro il centro ebraico di Buenos Aires nel luglio del 1994, in cui morirono 85 persone e circa 200 rimasero ferite. Secondo i quotidiani locali, i documenti che proverebbero le accuse di Nisman si trovano ancora sulla sua scrivania. Il procuratore disponeva anche di registrazioni di conversazioni telefoniche tra le autorità iraniane e agenti dei servizi segreti argentini che, a suo avviso, dimostravano la sottoscrizione, da parte del governo di Buenos Aires, di un memorandum di intesa con Teheran che prevedeva la copertura dei sospetti in cambio di un aumento dei commerci bilaterali e di un favorevole scambio tra petrolio e grano, in un periodo in cui il Paese affrontava una crisi energetica.

Il piano, che alla fine non sarebbe mai stato realizzato, sarebbe avvenuto anni dopo l’attacco, dato che la Kirchner governa il Paese dal 2007, mentre il marito Néstor si insediò solo nel 2003. La presidenta, che non si ripresenterà alle elezioni di ottobre, non era stata intercettata ma, secondo Nisman, avrebbe incaricato il ministro degli Esteri, Hector Timerman, e altri funzionari governativi di attivarsi per trovare una forma di immunità nei confronti degli accusati, dirottando l’indagine verso “imputati inventati“.

Il governo ha sempre smentito ogni legame e ha accusato il procuratore di mentire. Dopo la formulazione della denuncia, lo scorso 14 gennaio, il segretario generale della presidenza, Anibal Fernandez, l’aveva bollata come “ridicola”.