È morta una persona rimasta ferita nell’attacco di ieri sera a Nantes. Lo ha reso noto il presidente francese François Hollande. “Gli attacchi di Nantes e Digione non sono legati al terrorismo” secondo il premier francese, Manuel Valls, che ha però comunque annunciato un innalzamento della sicurezza in Francia negli spazi pubblici durante le vacanze.

Lamentandosi dei “segni della propaganda sulle menti fragili” Valls ha invitato a mantenere a calma e a non avere reazioni eccessive a incidenti isolati. È emerso che gli aggressori di entrambi gli incidenti avevano avuto problemi mentali. Il presidente francese inoltre, Hollande, ha affermato che i tre recenti attacchi avvenuti in Francia, cioè quello di sabato a Joue-les-Tours, quello di domenica a Digione e quello di ieri a Nantes, non sono collegati fra loro. 

In tre giorni infatti, da sabato a lunedì, tre uomini soli e gridando “Allah Akbar” hanno aggredito e ferito. Sabato sera nel capoluogo della Loira un automobilista a bordo di un camioncino bianco si è schiantato contro la folla che passeggiava nel mercato di Natale- Un episodio praticamente identico a quello che domenica sera ha terrorizzato Digione, quando un automobilista con gravi problemi psicologici, a bordo della sua Renault Clio usata come l’arma di un killer, ha volontariamente investito tredici passanti in diversi angoli della città, anch’egli al grido di ‘Allah Akbar’. E sempre lo stesso slogan ha scandito il militante convertito all’Islam che venerdì scorso si è presentato in commissariato a Joué-lès-Tours, nel centro del Paese, accoltellando tre poliziotti. Sul suo profilo Facebook, il ragazzo di appena vent’anni originario del Burundi – poi ucciso dagli agenti – aveva pubblicato la bandiera nera dei terroristi dell’Isis.

Prima comunità islamica d’Europa – con circa 5-6 milioni di musulmani – Parigi deve anche fare i conti con un esercito di connazionali, spesso indottrinati sul web, che cedono alle sirene della Guerra Santa. “Abbiamo oltre un migliaio di individui coinvolti dalla jihad in Siria o in Iraq, oltre trecento sono lì”, ha avvertito il premier, invitando “tutta la società a reagire”. Di madre algerina e padre marocchino, l’automobilista folle di Digione – che ha ferito tredici persone, due in modo grave – ha detto di aver agito per le sofferenze dei bambini palestinesi e ceceni. Ma la procura esclude l’ipotesi di “atto terroristico” preferendo parlare del gesto di uno “squilibrato” con gravi problemi psicologici. Il movente dell’Islam radicale sembra invece accertato per l’aggressione contro gli agenti a Joué-Lés-Tours. Lo scorso anno, la madre del ragazzo si rivolse alla polizia per segnalare la radicalizzazione del figlio.