E’ stato perfezionato martedì 23 dicembre l’accordo per la nascita della nuova Alitalia targata Etihad. La compagnia degli Emirati Arabi ha sottoscritto l’aumento di capitale da 387,5 milioni di euro con cui acquisisce il 49% della compagnia ribattezzata Alitalia Sai (Società aerea italiana) che sarà operativa dal primo gennaio 2015. Il restante 51% della società sarà posseduto dalla vecchia Cai delle banche e dei “patrioti” sopravvissuti (tra i quali la Immsi di Roberto Colaninno e la Pirelli di Marco Tronchetti Provera) attraverso MidCo, che ha conferito le attività e le passività per la continuazione dell’operatività della compagnia aerea.

Quest’ultimo passaggio arriva a oltre quattro mesi di distanza dal pre-accordo firmato l’8 agosto dall’amministratore delegato Gabriele Del Torchio e dal presidente di Etihad James Hogan. Per concludere l’operazione erano necessari le autorizzazioni delle Autorità competenti (Antitrust Ue ed Enac in primis) e alcuni passaggi tecnici. A guidare la nuova società sarà il successore di Del Torchio, Silvano Cassano, che con Hogan (vice presidente della nuova Alitalia, con Luca Cordero di Montezemolo presidente) ha un legame professionale che risale agli anni ’90 quando lavoravano insieme in Hertz.

Oltre ai quasi quattrocento milioni versati con l’aumento di capitale, Etihad acquisterà il 75% il programma di fedeltà Alitalia Loyalty per 112,5 milioni e acquisterà cinque coppie di slot nell’aeroporto di Heathrow (che saranno riaffittate ad Alitalia) per un valore di 60 milioni, per un investimento complessivo di 560 milioni di euro. L’obiettivo è riportare all’utile la compagnia (il pareggio è atteso per il 2017) che in sei anni ha perso oltre 1,6 miliardi di euro.