Dove c’è uno spazio per insinuare un dubbio, una piega in cui infilare tracce d’ignoto, una trama thriller in cui lasciare in sospeso domande pur avendo cercando risposte per ore, ecco in questa possibilità del racconto cinematografico, magari parente spirituale lontanissimo del cospirazionismo anni ’70 della New Hollywood, ritroviamo sempre David Fincher.

L’ultima fatica del 52enne regista di Denver – Gone Girl uscita italiana il 18 dicembre 2014 – non tradisce l’assunto presente, tra gli altri, in Seven, Zodiac, The Social Network. Nonostante il dramma della coppia benestante protagonista risulti estremamente intimista, nei tranquilli suburbs del Missouri nel giorno del loro quinto anniversario di matrimonio lei (Rosamund Pike) scompare e lui (Ben Affleck) viene accusato della sua scomparsa, Fincher adora insinuarsi ancora una volta in uno spazio mentale inesplorato e foriero di colpi di scena dove si annidano incubi primigeni forse non di una nazione, come 40 anni fa, ma sicuramente le insicurezze di almeno un paio di mature generazioni borghesi di oggi.

Fincher adora insinuarsi ancora una volta in uno spazio mentale inesplorato e foriero di colpi di scena dove si annidano incubi primigeni

Per non infilarsi nel cul de sac dello spoileraggio, visto che dopo 40 minuti si cominciano a capire, e vedere, parecchi dettagli risolutivi, meglio ricordare che Gone Girl (tradotto in italiano con L’amore bugiardo) è il film con cui Fincher ha debuttato meglio in assoluto al botteghino Usa nella sua carriera con 38 milioni di dollari, staccando Panic Room (2002) con Jodie Foster fermo a 30 milioni, Il Curioso caso di Benjamin Button (2008) con Brad Pitt che ne aveva guadagnati 27, ancora più indietro The Social Network (2010) con 23 milioni, e Millennium (2011) con Daniel Craig al palo dei 17 milioni.

Dal 3 ottobre 2014, data di uscita in mezzo mondo e negli Stati Uniti, il film ha già raggiunto la cifra totale di oltre 165 milioni di dollari d’incasso solo al di là dell’Atlantico e si appresta comunque a diventare il titolo più visto della filmografia di Fincher. Complici sia l’adattamento da uno dei romanzi più venduti e letti negli Usa, Gone Girl di Gillian Flynn (2012) – davvero parecchie le versioni dello script per un libro di oltre 500 pagine -, sia la presenza di una star hollywoodiana di tutto rispetto come Ben Affleck, vincitore di un Oscar con Argo non più di due anni addietro.

Dal 3 ottobre 2014, data di uscita in mezzo mondo e negli Stati Uniti, il film ha già raggiunto la cifra totale di oltre 165 milioni di dollari d’incasso

Tra l’altro sul set del film tra Fincher, a secco di Oscar nonostante la monumentale carriera e performance da regista, e Affleck, praticamente al terzo colpo sul gradino più alto del cinema americano, non sembra mai essere corso buon sangue. Prova ne è che le dichiarazioni di stima tra l’autore di Seven e il marito di Jennifer Garner per un lavoro da 61 milioni di dollari di budget si sono limitate alla “simpatia” e ad una generica “bravura”. Gone Girl, con un finale rocambolesco, in cui i ruoli di genere finiscono per rientrare in un alveo tradizionalista, ha perfino suscitato aspre polemiche sulla stampa americana di misoginia. Come sempre al pubblico la possibilità di farsene una ragione e ammirare quasi 150 minuti di puro cinema, ci si permetta di dirlo, davvero d’autore.

Il trailer di Gone Girl