Cinema

The Interview, la Sony ritira il film dalle sale dopo minacce di attentati

A novembre Sony era stata vittima di un attacco di hacker che ieri hanno minacciato attacchi in stile degli attentati dell’11 settembre. La commedia ha per protagonisti due giornalisti che conducono uno show gradito a Kim Jong Un e che vengono ingaggiati dalla Cia per organizzare una finta intervista al leader nel tentativo di assassinarlo

di F. Q.

“È un atto di guerra” dicevano a lo scorso giugno a Pyongyang e a novembre la Corea del Nord aveva parlato di “terrorismo”. Sony Pictures  ha deciso di cancellare il lancio nelle sale del film The Interview, che era previsto per il 25 dicembre, dopo che un gruppo di hacker ha minacciato attacchi terroristici contro i cinema che proietteranno la pellicola. Le ragioni dell’ira nordcoreana contro la pellicola di James Franco e Seth Rogen sono ormai note da mesi. La commedia ha per protagonisti due giornalisti che conducono uno show gradito a Kim Jong Un e che vengono ingaggiati dalla Cia per organizzare una finta intervista al leader nel tentativo di assassinarlo. A novembre Sony era stata vittima di un attacco di hacker che si fanno chiamare Guardians of Peace, e che secondo alcuni analisti avrebbero legami con la Corea del Nord. Ieri gli hacker hanno minacciato attacchi in stile degli attentati dell’11 settembre.

La compagnia ha fatto sapere in una nota di aver optato per la cancellazione “alla luce della decisione della maggior parte dei distributori di non mostrare il film”. La società ha anche sottolineato di rispettare la decisione dei distributori e di condividere le loro preoccupazioni. “Siamo dalla parte dei nostri cineasti e del loro diritto alla libertà di espressione e siamo estremamente delusi da questo risultato”. Secondo gli investigatori federali c’è proprio la Corea del Nord dietro l’attacco hacker. Pyongyang ha negato ogni coinvolgimento, anche se ha definito l’attacco un’azione “giusta”. La gente deve continuare “ad andare al cinema” ha detto il presidente Usa Barack Obama. In un’intervista ad Abc, Obama ha sottolineato che l’amministrazione prende l’attacco molto seriamente, che sarà “vigile” e che terrà in allerta il pubblico se ci saranno prove di una minaccia “seria e credibile”.

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