Un po’ come era stato Argo, film premiato con Oscar nel 2013, che aveva alzato la tensione tra Stati Uniti e Iran, un altro film, la cui uscita è prevista in ottobre, accende una scintilla. Questa volta contro Washington si scatena Pyongyang. La Corea del Nord, paese che solo un anno fa aveva innescato tensioni in tutta l’Asia con le sue minacce nucleari, ritiene che la pellicola The interview, con James Franco e Seth Rogen, sia un vero e proprio “atto di guerra” perché racconta il complotto per uccidere il presidente Kim Jong Un. 

Ai coreani del Nord sarebbe la pubblicazione del trailer per far partire “missili” verbali contro gli Stati Uniti. Pyongyang fa sapere che questo non verrà “tollerato”. Ma non solo, secondo un portavoce rimasto anonimo del ministero degli Esteri, se gli americani non fermeranno l’uscita del film Washington dovrà affrontare rappresaglie “dure” e “spietate”. 

Nel film, i due attori interpretano rispettivamente un produttore televisivo e un presentatore di talk-show, che ottengono un’intervista con Kim e vengono contattati dalla Cia per ucciderlo. Una commedia, come si capisce dal trailer, in cui il leader nordcoreano appare mentre fuma un sigaro, circondato dalle guardie. “I criminali che si fanno gioco del nostro leader e i loro crimini contro la Corea saranno puniti secondo la legge, ovunque essi siano nel mondo” scrive l’agenzia ufficiale Kcna.

La Corea del Nord è molto sensibile a tutto quello che riguarda il presidente. Lo scorso aprile la trovata pubblicitaria di un barbiere inglese – che aveva esposto un cartello prendendo in giro il taglio di capelli – aveva scatenato un caso diplomatico. E maggio una casa di produzione di videogiochi americana ha ideato “Glorious Leader” contro il trionfo del presidente sull’imperialismo a stelle e strisce.