“Se con Mani Pulite l’Italia avesse ridotto la corruzione al livello della Francia (-1 punto), il Pil sarebbe stato nel 2014 di quasi 300 miliardi in più (circa 5mila euro a persona)”, in questo arco di oltre venti anni. A spiegarlo è il Centro studi di Confindustria, che nel rapporto ‘Il rebus della ripresa‘, presentato a viale dell’Astronomia, evidenzia quanto la corruzione sia “un vero freno per il progresso economico e civile”. Un fenomeno che, come dimostrano i dati di Transparency International, vede l’Italia conquistare il triste primato in Europa, superando Bulgaria e Grecia. Pesanti anche le ripercussioni sull’economia, perché “riduce gli investimenti privati, rende la spesa pubblica inefficiente, scoraggia l’accumulazione di capitale umano e peggiora la qualità delle istituzioni“.

Il delegato di Confindustria per la legalità, Antonello Montante, in occasione del seminario del Csc sulla lotta alla corruzione, ha inoltre sottolineato che l’organizzazione si costituirà inoltre parte civile nel procedimento penale avviato dalla procura di Roma nell’ambito dell’indagine su mafia Capitale. L’obiettivo, spiega, è “tutelare la reputazione delle imprese e la leale concorrenza sul mercato” e ribadire così “l’impegno di Confindustria per il rispetto dei valori cruciali di legalità e correttezza nei rapporti economi”.

Nel report, il Centro studi sottolinea inoltre che il 2015-2016 si prospetta come “un biennio di graduale recupero per l’Italia“, “in uscita dalla recessione”, e indica le stime di un ritorno all’aumento del Pil, pur delineandolo “con cautela”, in “contesto enigmatico. Lo scenario economico globale – spiega – si presenta nettamente migliore rispetto a 3 mesi fa. L’incertezza rimane il principale ostacolo”. Il Pil, dunque, tornerà positivo dal primo trimestre 2015 con un +0,2%, per poi salire gradualmente nel biennio. Nel 2016 sarà in miglioramento il tasso di disoccupazione, che “scenderà progressivamente nel 2016, di pari passo con la ripresa dell’occupazione, registrando un 12,6% in media d’anno (12,4% nel quarto trimestre)”. Nel 2015, invece, “rimarrà ancorato sugli alti livelli di fine 2014”, salendo ancora dal 12,7% previsto in media d’anno al 12,9%.