Quando la città fu inondata dall’acqua di un torrente occuparono il Comune e il sindaco dovette uscire con la scorta. Ora il movimento cittadino di Carrara ha occupato un altro stabile di proprietà del Comune, al termine di un corteo a tappe (lo hanno chiamato Carrara City Tour) fra le “brutture” della città: luoghi, soprattutto della cultura, abbandonati al degrado o punti di aggregazione promessi ma mai realizzati. Una protesta nata dopo che il sindaco Angelo Zubbani (Psi, a capo di una maggioranza di centrosinistra) ha proposto di liberare la sala comunale in cambio di un fondo di 45 metri quadrati nel centro storico. “In risposta all’adulante proposta del sindaco pervenuta in questi ultimi giorni – scrive in un comunicato l’assemblea permanente – si decide di fare un passo avanti. Attraverso un atto di forza in questo pomeriggio (14 dicembre, ndr) è stato liberato e messo a disposizione della cittadinanza un ulteriore spazio, al fine di proseguire attivamente l’operato dell’Assemblea, rimanendo attivi e stabili anche nella sala di rappresentanza dove continueranno le assemblee cittadine e gli incontri informativi nelle modalità da noi stabilite”.

Il corteo ancora una volta ha avuto una parola d’ordine: le dimissioni del sindaco e della sua giunta, ritenuta responsabile dell’esondazione del 5 novembre e del “decadimento culturale” della città. Sono scese in piazza circa 400 persone in una sorta di “via crucis”, un viaggio a nove tappe fra i luoghi del degrado con tanto di banda, concertini e sketch teatrali. Prima fermata: il Politeama, quello che una volta era il più grande teatro lirico della Toscana con 1500 posti, due ordini di gallerie, una sala da ballo al primo piano, inaugurato nel 1892. Cento anni dopo è iniziato il declino. Nel 2003 è stato dichiarato inagibile per problemi alle uscite di sicurezza. Nel 2008 ha ceduto una colonna del foyer e l’intero palazzo è stato sgomberato. Nel 2011 sono crollati altri tre solai. La Procura indaga, ma intanto il palazzo rimane chiuso, circondato da impalcature.

Altra tappa: il palco della musica in piazza Gramsci. Ristrutturato e restituito alla città nei primi anni 2000, è stato ri-abbandonato a se stesso e nel 2013 è stato dichiarato inagibile per il deterioramento della pavimentazione e della rottura di una botola di accesso al magazzino posto sotto il palco. Di lavori di ristrutturazione nemmeno l’ombra. E ancora: la biblioteca. Storico edificio di via del Plebiscito, chiamato Palazzo Rosso, è stato dichiarato inagibile nel dicembre del 2010 e ancora si attende la ristrutturazione. Poi: il “parco giochi fantasma”, area nel centro storico destinata ai bambini promessa nel 2008 dal Comune, ma mai realizzata; il “palazzo dei partiti”, sede storica di associazioni e partiti dove dal 2011 vengono segnalati cedimenti; via Verdi dove è stato costruito recentemente un marciapiede completamente da rifare perché lascia passare odori di ogni tipo; via Carriona, dove nel 2010 è crollata una palazzina per colpa dei lavori di messa in sicurezza del torrente Carrione. E infine, ultima tappa: il teatro Animosi, gioiellino architettonico costruito nel 1883 che ha ospitato per decenni le stagioni di prosa e lirica della città. È chiuso dal 2010 per interventi di adeguamento alle normative antisismiche e antincendio. Il primo lotto doveva essere consegnato nel 2013, ma l’apertura sembra essere lontana. “Non abbiamo né un teatro, né un cinema, né un luogo di di ritrovo – gridano i manifestanti – E allora gli spazi ce li prendiamo”.

La sede occupata è l’ex ospedale San Giacomo, un fondo nuovissimo, con pavimento in parquet, colonne in marmo, soppalco con bar. Ma tutto è inutilizzato. “Il sindaco e la sua giunta in un periodo di emergenza abitativa come questo, ha trovato magicamente un appartamento tra le sue proprietà assicurandone la fruibilità in pochi giorni. – scrive nel comunicato l’assemblea – A questo punto sorge spontanea una domanda: quanti immobili sfitti sono di proprietà del Comune che in pochi giorni potrebbero essere messi a disposizione di chi ne ha reale bisogno? Questa politica lontana dai cittadini, carie della nostra città, la quale in decenni di cattiva gestione ha portato l’intero territorio al degrado sociale, ambientale ed economico, deve essere fermata”.