Le indagini su “mafia capitale” puntano anche al mondo del calcio. E in particolare ai rapporti tra Massimo Carminati e Daniele Pradé, ex direttore sportivo della Roma, oggi in forza alla Fiorentina. Non soltanto amicizia, secondo gli investigatori, ma “interessi comuni” che meritano di essere verificati con attenzione. Come vedremo, il rapporto tra il “cecato” e il mondo del calcio romano, non riguarda soltanto Pradé. Ma sul rapporto con Pradé gli inquirenti intendono fare ulteriore luce: “Carminati – scrive il Ros dei carabinieri in un’informativa – è risultato in contatto con il direttore sportivo della squadra di serie A Fiorentina Calcio, Daniele Pradé, con il quale fissa telefonicamente appuntamenti per incontrarsi presso studi legali”.

Il direttore sportivo non risulta tra gli indagati ma gli investigatori annotano che “i due – Pradé e Carminati – appaiono avere un rapporto amicale e interessi in comune che meritano di essere approfonditi”. Il Fatto Quotidiano ha contattato Pradé, per conoscere la sua versione dei fatti, e il direttore sportivo della Fiorentina ha confermato la conoscenza di Carminati ma smentito di aver mai avuto interessi in comune con lui. Gli investigatori sono convinti, invece, che questi interessi meritino un approfondimento. Di certo, c’è che i due si sentono al telefono, fissando incontri per organizzare pranzo o cene e Carminati propone di “andare a mangiare insieme.. alla piazzetta nostra”. Pradè, prima di dirigere la Fiorentina, è stato per 13 anni a Roma, dove la famiglia Sensi lo promuove direttore sportivo. Si trasferisce a Firenze, per dirigere la squadra toscana, nel 2012 e nel settembre dello stesso anno Daniele Pradé chiama Carminati che si “complimenta per la campagna acquisti della Fiorentina”.

Non è l’unico rapporto tra Carminati e gli ambienti calcistici legati alla Roma. Mario Corsi, conduttore della trasmissione radiofonica sportiva Te lo do io Tokio, meglio noto come Marione, ultra della Roma. La sua amicizia con il guercio è datata nel tempo: anche lui apparteneva all’organizzazione fascista dei Nar (Nucleo armato rivoluzionario). In un’intercettazione Carminati e Marione commentano la vittoria di Ignazio Marino al Comune di Roma e “il cecato” dice: “Adesso si va a bussacchiare”. L’obiettivo di Carminati è chiaro: bisogna presentarsi dai nuovi eletti per incassare appalti pubblici, e Corsi commenta: “Adesso è ora de tira’ le reti”. Del resto, Carminati è in buoni rapporti anche con la famiglia Sensi, cioè la vecchia proprietà della As Roma Calcio. Ed è stato proprio Marione a favorire il contatto con Marco Staffoli, “figura in vista nel panorama capitolino

– scrive il Ros – per essere il marito di Rosella Sensi, ex presidente dell’AS Roma”. Anche in questo caso, come per Pradé, gli investigatori sottolineano che i rapporti non si limitano alla convivialità ma comprendono “specifiche progettualità imprenditoriali alle quali Staffoli aderiva fattivamente”.

Il centrocampista giallorosso Daniele De Rossi, invece, è in contatto con l’altro “re di RomaGiovanni De Carlo, che chiama la notte del 30 settembre 2013 dopo una lite in un locale. “Avevo pensato che quello aveva chiamato qualche coattone… ho detto famme senti’ Giovanni”, gli dice De Rossi che, scrive il Ros, “assieme al compagno di squadra Mehdi Benatia, aveva avuto poco prima una discussione in un locale e temendo conseguenze aveva pensato a De Carlo”.

E Giovannone si dimostra contento del pensiero: “Chiamame sempre… bravo! Hai fatto bene Danie’, amico mio…”. Il nome di un altro calciatore della Roma compare nell’informativa del Ros. È Alberto Aquilani. A citarlo è Marco Iannilli, proprietario della villa di Sacrofano, in cui dimora Carminati. Il proprietario fittizio della villa di Carminati vuole chiedere un prestito – 250 mila euro – da versare al fisco per chiudere la vicenda della casa sottoposta a sequestro e pensa di rivolgersi oltre che ad Aquilani anche all’intermediario calcistico Davide Lippi, figlio dell’ex ct della nazionale, Marcello: “Perché se a me me li presta Alberto e Davide, che cazzo mi vonno di? Mi spiego? Uno fa il giocatore e piglia quattro milioni l’anno, l’altro fa il procuratore e ne piglia altri due l’anno…”.

da il Fatto Quotidiano dell’8 dicembre 2014