Tripla bocciatura per i referendum svizzeri su oro, controllo della popolazione e tassazione forfettaria. Anche nel Canton Ticino, che negli ultimi anni ha regalato esiti referendari molto in linea con le politiche più conservatrici, le iniziative popolari non sono andate molto oltre il 30% dei consensi. “Salvate l’oro della Svizzera”, “Abolizione dell’imposta forfettaria” così come quella denominata “Stop alla sovrappopolazione, sì alla conservazione delle basi naturali della vita (Eco-pop)” non diventeranno legge della Confederazione.

Il No all’iniziativa sull’oro riporta la tranquillità sui mercati che da giorni erano in apprensione per una possibile vittoria dei Si (che avrebbe potuto avere ricadute importanti sul prezzo dell’oro e sulla politica monetaria elvetica). Il comitato di voto e d’iniziativa sull’oro ha preso atto con rammarico del rifiuto popolare “Con il No – ha commentato il consigliere nazionale Udc Luzi Stamm – la nostra politica monetaria, come pure i risparmi della popolazione e la stabilità dell’economia svizzera, sono messe in pericolo” e, aggiunge: “Il rigetto dell’iniziativa non deve tuttavia essere interpretato come un assegno in bianco per sperperare ulteriormente le riserve auree svizzere, che sono patrimonio nazionale, o per mettere ancor più in pericolo la nostra indipendenza e stabilità monetaria con altri acquisti miliardari di Euro”.

Il consigliere nazionale liberale Giovanni Merlini ha commentato l’esito con tono sollevato: “è un ritorno alla normalità”, interpretando il messaggio delle urne come un segnale di distensione nei confronti degli stranieri, da anni al centro delle polemiche e del dibattito politico. Più volte le forze di ultradestra hanno cercato di tutelare per via referendaria gli interessi locali a discapito di quelli di immigrati e lavoratori frontalieri. Dunque il No all’iniziativa Eco-pop ha fatto tirare un sospiro di sollievo a chi temeva un rigurgito xenofobo della popolazione elvetica.

Il referendum proponeva di introdurre politiche di rigido controllo dell’aumento della popolazione, anche limitando gli ingressi di nuovi immigrati. L’idea di fondo era quella di contenere la crescita di popolazione residente a favore di un ambiente più sostenibile, anche attraverso il sostegno della pianificazione familiare nell’ambito dei progetti di cooperazione. Insomma, nessuna motivazione razziale, semplicemente il desiderio di una Svizzera con meno persone e più ambiente: “Ci rammarichiamo che i sostenitori di una crescita senza limiti abbiano avuto la meglio – hanno commentato dal comitato EcoPop -. L’incremento demografico dovrà prima o poi fermarsi, come pure la crescita di beni materiali. Non si tratta di chiedersi se la crescita si fermerà, ma quando ciò avverrà e in quali circostanze. Noi continueremo a impegnarci anche in futuro affinché la transizione verso una società sostenibile possa avvenire in modo il più possibile indolore e con danni minimi per l’uomo e per l’ambiente”.