Si è prostrato a terra per qualche minuto, davanti all’altare. La cattedrale di Granada, alla funzione domenicale, era stracolma di fedeli esterrefatti. Così ha chiesto perdono l’arcivescovo della città spagnola, Francisco Javier Martínez, per lo scandalo sui presunti abusi sessuali a minori commessi dai suoi sacerdoti: 10 preti e due laici per la precisione.

Il “clan dei Romanones”, così venivano chiamati in onore al loro capo padre Román, per anni ha costretto giovani chierichetti a ad avere rapporti sessuali. Lunedì 24 novembre gli agenti della polizia nazionale hanno arrestato tre sacerdoti – tra cui il capo padre Román, padre Francisco e padre Manuel – e un professore di religione molto vicino al gruppo di religiosi, con l’accusa di pedofilia. Lo scandalo, portato a compimento con l’apertura di un’inchiesta e l’arresto, comincia lo scorso agosto, quando papa Francesco riceve la lettera di un giovane (oggi un professore 24enne) che denunciava alcuni presunti abusi subiti da almeno 9 religiosi della curia di Granada, quando era solo un bambino. Dopo aver letto la lettera, il pontefice ha chiamato il giovane per chiedergli perdono a nome della Chiesa cattolica e ha invitato il ragazzo a denunciare il caso in procura.

Ma l’inchiesta, partita ad ottobre, aveva solo avuto una conseguenza minima nella diocesi andalusa. Finora l’arcivescovo di Granada ha sollevato dall’incarico solo tre dei sacerdoti implicati nel presunto scandalo, mantenendo la faccenda sotto tono. Al Vaticano però la risposta della Chiesa spagnola non sarebbe piaciuta affatto, tanto che secondo alcune fonti il pontefice avrebbe già pensando di rimuovere dal suo uffizio Martínez, che frattanto ha deciso di non collaborare con la Giustizia, né recarsi di persona alla Santa Sede.

Secondo Religión Digital, il principale portale d’informazione religiosa in Spagna, questo gruppo di sacerdoti adescava i minori e consumava gli abusi in appartamenti di lusso e una villa a mare che il “clan de Romanones” possiede a Granada e in due comuni vicini. In questi luoghi i sospetti si davano ad attività sessuali violente e orge, esercitando la loro superiorità sui minori.

La vittima ha dichiarato di aver subito abusi a partire dai 13 anni e fino ai 18, quando era chierichetto alla parrocchia di Juan María de Vianneimeno. Padre Román – il presunto capo e parroco principale della chiesa – lo avrebbe convinto ad allontanarsi dalla sua famiglia. “Seguendo i suoi consigli, – racconta il giovane – lasciai la casa dei miei genitori a 17 anni e andai a vivere nell’abitazione parrocchiale con Román e due laici”. Uno di questi due laici sarebbe il quarto uomo arrestato dalla polizia spagnola. Il giovane parla anche di almeno un altro vittima, anche lui minorenne, e di una ragazzina che sarebbe stata utilizzata come esca per gli abusi.

Twitter: @si_ragu