Nuovi documenti mettono in serio imbarazzo Roberta Pinotti per il volo militare del 5 settembre del 2014 sulla rotta Roma-Genova, dove il ministro della Difesa risiede. Il Tg de La7 ieri sera ha mostrato i documenti inediti dei piani di volo presenti nel cervellone dell’Ente Nazionale Assistenza al Volo dal quale risulta che il piano del Falcon 50 che quella sera ha riportato il ministro a casa da Ciampino è stato cancellato alle 18 e 04 e riscritto alle 18 e 06 in concomitanza dell’orario del decollo stimato dell’Airbus del premier Renzi da Firenze, sul quale c’era Roberta Pinotti. In pratica il piano di volo del Falcon 50, che teoricamente doveva essere in missione di addestramento, non sembrava ritagliato su misura delle esigenze dei piloti bensì su quelle dell’unico passeggero civile: Roberta Pinotti.

Al ministero della Difesa preferiscono non commentare i documenti mostrati nel servizio tv di ieri. Il procuratore di Roma, Giuseppe Pignatone, su specifica richiesta dei giornalisti (‘Il ministro Pinotti è indagato?’) ieri ha replicato: “Su questa vicenda non commento”. Eppure la vicenda del volo di addestramento usato dalla Pinotti per tornare a casa la sera del 5 settembre al ritorno dal vertice Nato in Galles, al quale Pinotti aveva partecipato insieme all’allora collega degli esteri Federica Mogherini e a Renzi, meriterebbe maggiore attenzione.

Il primo a scriverne, in seguito a un’interrogazione parlamentare dei M5S Luca Frusone e Alessandro Di Battista, era stato Il Fatto Quotidiano. I due documenti che avevamo pubblicato a corredo degli articoli del 25 e 26 settembre scorsi dimostravano già che quel volo Roma-Genova ancorché trattato dal punto di vista dei permessi come un normale volo di addestramento aveva caratteristiche particolari. Se Roberta Pinotti avesse voluto usufruire dello stesso aereo la stessa sera seguendo le regole previste per tutti i ministri dalle norme e direttive introdotte prima da Berlusconi e poi da Monti e Letta sarebbe dovuta passare dalla Presidenza del Consiglio. Il volo però le sarebbe stato negato. Infatti: “I voli di Stato devono essere limitati al presidente della Repubblica, ai presidenti di Camera e Senato, al presidente del Consiglio dei ministri, al presidente della Corte costituzionale” e “eccezioni rispetto a questa regola devono essere specificamente autorizzate”; inoltre “una volta autorizzato il volo si procede alla pubblicazione, con cadenza mensile, sul sito internet della Presidenza del Consiglio dei ministri”.

Quella sera il ministro della Difesa aveva evitato lo stop della normativa, la noia della richiesta e della pubblicazione del volo-taxi grazie a una gentilezza dell’Aeronautica che le aveva offerto un passaggio su uno dei suoi voli di addestramento. Effettivamente l’Aeronautica dispone di una sorta di ‘tesoretto’ di ore di volo di addestramento perché i piloti, per mantenere i brevetti, devono volare un tot all’anno. Si dice che non solo i politici ma anche i generali usufruiscano di questo benefit. Il volo del 5 settembre aveva una missione prioritaria: aspettare il rientro della Pinotti da Cardiff per poterla portare a casa. Il 26 settembre avevamo pubblicato la ‘nota del giorno’ del 31° stormo dell’Aeronautica, che si occupa dei voli di Stato, dal quale risultava che il Falcon 50 quella sera stava a Ciampino fermo sulla piazzola come un taxi. C’era scritto: “Decollo successivo all’atterraggio del volo Iam 9002 – Equipaggio in tuta da volo”. In pratica il Falcon 50 non sarebbe dovuto partire prima dell’atterraggio dell’Airbus 319 che, dopo avere scaricato Renzi a Firenze, sarebbe atterrato a Ciampino di ritorno dal Galles. Ieri il Tg7 ha aggiunto un ulteriore tassello alla ricostruzione di quello che è accaduto quella sera: il piano di volo del Falcon 50 è stato cambiato in funzione delle esigenze di rientro a casa del ministro Pinotti.

I piani di volo sono compilati dagli operatori a terra del 31° stormo sulla base delle indicazioni dei piloti. Possono essere aggiornati più volte prima del decollo e tutte le modifiche sono presenti nei terminali dell’Enav. Alle 15 e 09 l’operatore inserisce il piano di volo dell’Airbus presidenziale con a bordo Renzi e i ministri Pinotti e Mogherini. È un vero volo di Stato e si prevede la partenza alle 15 e 30. Alle 15 e 41 viene inserito anche il piano di volo del Falcon, teoricamente non è un volo di Stato ma è un volo di addestramento però si prevede il decollo alle 19 e 30 da Ciampino. Come risulta dalla nota del giorno pubblicata dal Fatto a settembre ‘dopo l’atterraggio’ dell’Airbus. Poi l’ Airbus ritarda. Il piano di volo dell’Airbus in partenza da Cardiff viene cambiato alle 15 e 44. Il decollo previsto slitta alle 15 e 50. Tre minuti dopo l’inserimento del cambiamento del volo da Cardiff a Firenze, cambia ovviamente anche il piano di volo dello stesso aereo Airbus A319 presidenziale per la tratta Firenze-Roma Ciampino.

Il volo che a quel punto ospiterà solo i ministri Pinotti e Mogherini è previsto in partenza alle 18 e 5 minuti, non più alle 17 e 45. In realtà l’Airbus tarda un po’ a Firenze, quando scende Renzi. Il decollo reale sarà alle 18 e 23 con atterraggio a Roma alle 18 e 46 minuti. Quando l’aereo è pronto a decollare e si può stimare bene l’orario, l’operatore cambia il piano di volo del Falcon che aspetta il ministro Pinotti. Alle 18 e 4 minuti il vecchio piano di volo è cancellato del tutto. E alle 18 e 6 minuti (17 minuti prima del decollo reale da Firenze dell’Airbus e solo un minuto dopo quello stimato inizialmente) l’operatore inserisce finalmente il piano di volo definitivo del Falcon con partenza non più alle 19 e 30 ma alle 19. In pratica il volo è anticipato di una mezz’ora in modo che, se il ministro arriva prima da Firenze, non bisogna farla aspettare sulla piazzola di Ciampino. Alla fine il volo ‘di addestramento’ con il ministro Pinotti parte alle 19 e 22 e arriva alle 20 e 05. Gli orari dei tabulati sono tutti riferiti al meridiano di Greenwich. Quindi, calcolando il fuso e l’ora legale, devono essere posticipati di due ore per avere gli orari reali. Il ministro Pinotti quella sera è arrivata a Genova alle 22 e 5 minuti. Grazie all’Aeronautica che ora ha querelato i paramentari M5S che hanno osato presentare un esposto alla Procura dopo l’interrogazione parlamentare su questa vicenda.

da il Fatto Quotidiano del 19 novembre 2014