Riforme e investimenti per la crescita. Lo dice Barack Obama, ma anche i 20 Paesi sviluppati ed emergenti del mondo che si incontrano fino a domenica 16 novembre a Brisbane (Australia) per parlare di strategie per l’economia mondiale. E così il presidente del Consiglio italiano cerca un appoggio internazionale per la sua battaglia contro l’austerity: “I grandi Paesi del mondo”, ha scritto su Twitter durante i lavori, “condividono l’idea di fondo: l’austerità non basta. Servono investimenti e riforme”. Riforme che, stando a quanto ha dichiarato il leader Pd, in Italia sarebbero già “tante e su una buona strada”: “Quando facciamo vedere le nostre riforme ai colleghi, loro si impressionano”, ha rivendicato davanti ai giornalisti italiani. Il mantra di Renzi contro le politiche del rigore è tornato anche nell’intervento tenuto nel corso dell’assemblea plenaria: “L’Europa deve cambiare gioco e puntare più su crescita e occupazione”. Poco prima dell’inizio dei lavori, Renzi ha avuto un colloquio informale con il presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Lungo incontro invece a margine, tra il premier e il presidente russo Vladimir Putin. Al centro – secondo quanto si apprende – la situazione in Ucraina, in Libia ed in Siria. Tra i temi discussi anche il caso dei due marò: “L’Italia farà tutto ciò che è necessario, ma bisogna evitare le polemiche con l’India”, ha detto dopo aver avuto un breve dialogo con il premier indiano Narendra Modi.

“L’Eurozona deve cambiare strategia”, ha detto il presidente del Consiglio italiano nel suo intervento, “come ci hanno suggerito Barack Obama e David Cameron. Stiamo facendo molte riforme: lavoro, fisco, giustizia civile, Pubblica Amministrazione, riforma costituzionale, corruzione ed evasione. E la più importante di tutte, la scuola. Ma dobbiamo cambiare strategia: l’Europa deve cambiare gioco e puntare di più su crescita e occupazione”. E poi a margine parlando dell’Italia: “Non ci siamo limitati a cambiare governo ma anche passo. L’Italia è finalmente libera, svincolata dai legami del passato”. Il presidente del Consiglio ha rivendicato risultati anche sul piano europeo: “Il semestre di presidenza italiano del Consiglio europeo ha avuto il merito di sbloccare il dualismo austerità-crescita. L’Italia viene da tre anni molto difficili, restiamo in campo negativo e dobbiamo a tutti i costi tornare a crescere, cominciando dall’occupazione. Quest’anno abbiamo creato 153.000 posti di lavoro ma sono davvero pochi rispetto a quelli necessari. A livello internazionale si parla di una crescita del 2%, noi siamo al -0,1%, immaginate cosa può voler dire. Tuttavia i nostri partner sono impressionati dall’elenco delle riforme che vogliamo fare”.

La crescita è stata al centro anche del discorso del presidente degli Stati Uniti: “In questi anni”, ha detto Obama, “gli Usa hanno dato lavoro a più persone di tutte le economie sviluppate insieme. Ma non ci si può attendere che portino l’economia mondiale sulle loro spalle. Dunque il G20 ha la responsabilità di agire per stimolare la domanda, investire di più e creare posti di lavoro”. Obama ha poi annunciato che gli Stati Uniti verseranno 3 miliardi di dollari al “Green Climate Fund”, il fondo dell’Onu destinato ad aiutare i paesi emergenti a contrastare le minacce dei cambiamenti climatici. “Questo ci permetterà di aiutare i paesi in via di sviluppo ad uscire dalla falsa scelta tra sviluppo ed inquinamento. Nessuna nazione è immune e tutte le nazioni hanno la responsabilità di fare la propria parte”.

Tanti i temi al centro dell’agenda del summit australiano: economia e crescita sostenibile, ma anche evasione fiscale, ebola e terrorismo. Ma i leader parleranno anche di Ucraina, considerata la presenza di Vladimir Putin, che ha ricevuto una fredda accoglienza da parte dei leader australiani per la vicenda dell’abbattimento dell’aereo della Malaysia Airlines, con decine di australiani a bordo, nei cieli ucraini.

*foto dal profilo Twitter di Filippo Sensi