Bitonci è l’emblema della nuova Lega che usa il razzismo e gli exploit mediatici per finire sulle pagine dei giornali e far parlare di sé, anche se questo vuol dire sputare sopra la Costituzione, il buon senso e il rispetto per le altre fedi religiose, nonché per i rapporti internazionali tra due Paesi, Italia e Marocco, entrambi firmatari di un progetto dell’Onu per la libertà di credo religioso.

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Padova, città della cultura per eccellenza, viene risucchiata in un vortice di razzismo e ignoranza pur di alimentare la sete di visibilità e le aspirazioni carrieristiche del suo sindaco.Tutto nella “nuova” Lega Nord di Salvini è al servizio del potente di turno, l’unica chiave di lettura è il bene del personaggio di turno, città, province e intere regioni sono al servizio del principe, che le usa come trampolino per la propria carriera nazionale. Come già da tempo Tosi a Verona e Zaia in Veneto, ora Bitonci sta utilizzando Padova per avere accesso ai media nazionali attraverso boutade razziste, come negare, in poco meno di due settimane, l’incontro all’ex-ministro Kyenge e al console marocchino. Padova dovrebbe essere citata per la sua università, con dipartimenti che collaborano direttamente con la Nasa e altri importanti istituti internazionali, dovrebbe essere citata perché è una delle aree industriali più importanti del Paese, ma finisce sotto l’occhio dei media solo per le uscite del proprio sindaco-principe.

In quest’ultimo caso poi, Bitonci ha allontanato il console di un Paese che è tra i più avanzati nella strada che porta al rispetto delle libertà individuali, relativamente agli altri paesi islamici. Producendo così un ulteriore danno motivato dal fatto che non si coltivano rapporti di sano vicinato con gli arabi moderati e avanzati, contribuendo ad alimentare estremismi, settarismi e contrapposizioni. Roviniamo relazioni commerciali e industriali con un Marocco in crescita e un Veneto in difficoltà per soddisfare la sete di titoli del sindaco di Padova.

Mi sembra di poter dire che la Lega Nord si ispira sempre più alle antiche signorie, tanti piccoli Don Rodrigo che nel proprio ducato fanno il bello e il cattivo tempo, considerandolo semplicemente proprietà privata, mentre i loro “bravi” disseminano ignoranza e paura sui social network e per le strade.  Padova, il Veneto e tutta l’Italia devono chiudere al più presto questo triste capitolo. Bitonci non rappresenta la nostra realtà, non è utile alla sua città e al mondo e non è neppure capace di cogliere l’importanza del suo ruolo in qualità di pontiere e regolatore della vita dei cittadini.