La Roma voleva rituffarsi nel campionato per dimenticare lo shock dell’1-7 di Champions League contro il Bayern Monaco. Il calendario, però, le ha riservato il peggior avversario possibile: la Sampdoria terza in classifica che era imbattuta, e lo resta anche dopo l’anticipo di oggi. Sotto gli occhi del presidentissimo Ferrero (romano doc, per lui la partita di stasera era quasi un derby), i blucerchiati bloccano i giallorossi sullo 0-0 per novanta minuti. Un pareggio frutto di una serata poco brillante dei giallorossi e dei grandi meriti dei padroni di casa. La Roma frena, e domani la Juventus in casa contro il Palermo può di nuovo allungare in classifica. Ma non è un passo falso, perché contro questa Sampdoria a Marassi poche squadre riusciranno a vincere quest’anno.

I blucerchiati mettono in difficoltà la Roma, ancora sotto choc per la debacle di Champions

Sarà per il gran momento di forma o per il sostegno del pubblico di casa, ma la Samp è la prima formazione (dopo la Juventus) che sceglie e riesce ad affrontare alla pari la truppa di Garcia, almeno inizialmente. È la chiave di volta del primo tempo. Nessun timore reverenziale, ma neppure presuntuosa sfrontatezza: i padroni di casa giocano con aggressività, attenzione e provano ad attaccare soprattutto sulle fasce. E infatti la Roma qualcosa patisce, anche sul piano psicologico: lo dimostrano un paio d’interventi in affanno della difesa, abituata di solito a gestire anche le difficoltà con calma olimpica. I sette gol subiti dal Bayern hanno lasciato il segno. Eder è una spina nel fianco, Okaka un toro difficile da contenere in fase di possesso e non possesso, Soriano l’uomo-ovunque (presto forse anche in nazionale). Così per mezzora la Roma fatica a tenere palla e uscire dalla metà campo, pur senza rischiare quasi nulla.

Poi qualcosa cambia, anche grazie alla maggior qualità degli interpreti. Saranno i giallorossi ad avere le uniche, vere occasioni della partita. Una per tempo, la prima con Gervinho, solo davanti a Romero intorno alla mezzora: potrebbe fare tutto, ma complice il disturbo del portiere e il recupero di Regini ne vien fuori solo un palo da posizione defilata. Con Totti un po’ spento, Ljaic impalpabile (e Destro inspiegabilmente relegato in panchina fino a dieci minuti dalla fine), l’ivoriano è l’unico capace di accendere la luce nella Roma. La sua chance, bissata subito dopo da un bel diagonale fuori di poco, ha comunque il merito di spostare l’inerzia del match dalla parte degli ospiti.

Le migliori occasioni sono per la Roma: palo di Gervinho e miracolo di Romero su Florenzi

Il copione proseguirà nella ripresa, con la Samp in versione di contenimento ma sempre pronta a ripartire. La Roma tiene finalmente in mano le redini della partita, ma le manca qualcosa. Uno spunto davanti, anche continuità sulle fasce, presidiate stasera dalla coppia dei terzini della Grecia: Torosidis rappresenta una garanzia, ma non è Maicon in fase di spinta; mentre con Ashley Cole bocciato dopo le pessime prestazioni d’inizio stagione, e Holebas ancora in fase d’ambientamento la corsia sinistra continua ad essere un problema. E il gioco sulle fasce è uno sbocco fondamentale per il piano tattico di Garcia, che infatti stasera non funziona come al solito. Solo nel finale, quando le formazioni si allungano per la stanchezza, i giallorossi si procurano l’altra grande chance: un colpo di testa di Florenzi a centro area, su cui Romero dice di no con un riflesso prodigioso. Il pareggio in fondo è il risultato più giusto, per quanto visto in campo. Roma e Sampdoria hanno giocato per larghi tratti alla pari, come in un match fra grandi squadre. Una definizione che di questo passo bisognerà abituarsi ad utilizzare anche per i blucerchiati.

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