Caso Alba Dorata, il procuratore di Atene chiede il rinvio a giudizio per l’intero gruppo parlamentare del partito, ma il consigliere regionale Apostolis Glenzos dice a ilfattoquotidiano.it che le prove sono state falsate. E’la prima volta che in uno Stato dell’Unione Europea per un intero partito presente in un Parlamento si chiede questa misura. Non solo il presidente, Nikos Michaloliakos, in carcere dal settembre scorso e in attesa di processo assieme ad altri 8 deputati, ma tutti i membri del partito, sia attuali ed ex, sono accusati di appartenere ad un’organizzazione criminale dedita alle estorsioni, ai tentati omicidi a sfondo razziale e ad un tentativo di colpo di Stato, che nel settembre dello scorso anno portò ad arresti eccellenti: ovvero i vertici del partito all’indomani dell’omicidio del rapper greco Pavlos Fyssas, ma anche il numero due dei servizi segreti greci accusato di fare da sponda ad Alba Dorata nel tentativo di far cadere l’attuale governo. Accusa non ancora provata in sede dibattimentale da nessun pubblico ministero. A quell’omicidio seguì, 40 giorni dopo, quello di due militanti di Alba Dorata proprio dinanzi alla sede ateniese del partito, freddati da un killer in moto, avvenuto con modalità professionistiche e su cui molte sono ancora le ombre circa il coinvolgimento dei servizi deviati.

Secondo il procuratore Isidoros Ntogiakos, Alba Dorata è un’organizzazione criminale e nelle 700 pagine inviate al Consiglio di Stato di Atene (che ha due mesi per decidere circa il rinvio a giudizio), propone di mettere sotto accusa un totale di 70 individui. Immediata la reazione del partito: con un comunicato provocatorio sul proprio sito, replica che le pagine del pm non contengono prove certe di alcun reato ma solo il ritrovamento di mazze da baseball nel negozio del deputato Ilias Panagiotara nell’ambito dell’inchiesta sull’omicidio di un cittadino pakistano per il quale sarebbe coinvolto lo stesso Panagiotara. Apostolis Glenzos, consigliere regionale di Alba dorata in Fthiotida dice a ilfattoquotidiano.it che in quelle 700 pagine ci sono prove falsate: “C’è scritto che alcuni cittadini con il volto coperto da passamontagna sarebbero responsabili di quei reati, ma se di quelle persone non si vedeva il viso, come possono quelle testimonianze essere credibili?”. E annuncia un ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo anche perché a due dirigenti del partito (Arvanitis e Gregos) un’ordinanza del tribunale vieta di tenere comizi in pubblici luoghi.

Nella nota ufficiale Alba Dorata sostiene che il pm è un “servo esecutivo del premier Samaras per coprire il crollo della politica economica del governo di coalizione”. Aggiunge che l’obiettivo del premier e del suo gabinetto è quello di terrorizzare gli elettori greci, minacciando così che il terzo partito politico del paese sarà presto fuori legge. E conclude: “Lo scopo di questa miserabile guerra è quello di compattare il movimento nazionalista, che molto presto non sarà più opposizione”.

Se da un lato, quando si celebrerà il processo, verosimilmente nei primi mesi del 2015, il partito potrebbe subire un’autentica decapitazione, dall’altro i sondaggi continuano a darli stabilmente al terzo posto, dietro Syriza di Alexis Tsipras (30%) e il partito di centrodestra Nea Dimokratia (19%). Il 9% ottenuto da Alba alle scorse europee (eletti tre eurodeputati) ed alle regionali (con il dato raddoppiato al Pireo) testimonia comunque una stabilità nell’immaginario collettivo del Paese che, pur di non votare chi negli ultimi trent’anni è stato al potere, sceglie ormai il bipolarismo Syriza-Alba Dorata.

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